Omicidio Franka Ludwig, il buio dietro la badante della madre dello chef
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Redazione Interno
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La morte di una donna di quarant’anni, di origini peruviane, che prestava assistenza all'anziana madre di Emiliano Milza, è stata inserita nel raggio di accertamenti dei procuratori che indagano sull'omicidio di Franka Ludwig, avvenuto lo scorso luglio in provincia di Firenze. La badante, stando a quanto riferito da alcune testate giornalistiche che hanno visionato gli atti, aveva accusato dei malori pochi giorni prima del decesso, risalente al dicembre del 2024; la donna era affetta da una patologia del sangue, una piastrinosi, per la quale le era stata prospettata la necessità di un intervento medico. Gli inquirenti, che hanno già fermato Milza e la sua amica Simona Hirsch con l'accusa di aver pianificato e messo in atto l'uccisione di Franka Ludwig, esaminano ora le circostanze di questa seconda scomparsa, la quale, sebbine non abbia ancora assunto una definizione giuridica precisa, aggiunge un tassello inquietante al quadro investigativo.
Le accuse reciproche e il movente economico
Emiliano Milza, il cinquantenne già noto come chef, avrebbe messo in atto, secondo la ricostruzione investigativa, una sottile strategia per depistare le indagini e scaricare le proprie responsabilità. Dopo aver appreso che gli accertamenti tecnici avevano smentito la dinamica dell'incidente stradale inizialmente ipotizzato per la morte di Franka Ludwig, l'uomo avrebbe rivolto alla madre parole di accusa precise contro Simona Hirsch. «Simona ha ucciso Franka e ha detto che gliel'ho detto io di farla fuori»: questa la dichiarazione, riportata nelle carte, con cui tentava di rovesciare completamente l’impianto accusatorio. La magistratura, tuttavia, ritiene che il movente del delitto sia di natura economica, legato al riscatto di una polizza sulla vita stipulata a nome della vittima; i due indagati avrebbero prima sedato la donna e poi tentato di inscenare il finto incidente, abbandonando infine il in un'area boschiva del comune di San Godenzo, dove è stato rinvenuto il 2 luglio.
Il confronto in aula e il mosaico degli indizi
Nella mattinata odierna si sono svolti, davanti al giudice per le indagini preliminari, gli interrogatori di garanzia per entrambi i fermati, un passaggio procedurale che ha sancito il loro ingresso formale nel procedimento penale. L’attenzione degli investigatori, mentre il fascicolo si infittisce, si è allargata progressivamente, arrivando a comprendere non solo l’amicizia tra i due indagati e la loro relazione con la vittima, ma anche le figure femminili che Milza avrebbe cercato di "circuire" per questioni assicurative, secondo una trama che sembra replicare uno schema preciso. La stessa badante deceduta, stando ad alcuni elementi, avrebbe inviato un messaggio dal contenuto allarmante poco prima di sentirsi male, un testo in cui accennava all'assunzione di una pastiglia; episodi del genere, sebbene necessitino di conferme medico-legali stringenti, contribuiscono a comporre un mosaico di comportamenti che gli inquirenti esaminano con estrema cautela.
Un filo investigativo che si allunga
La morte della quarantenne peruviana, pertanto, non costituisce un capitolo separato ma viene vagliata nella sua possibile connessione con le modalità operative attribuite allo chef e alla sua complice. L’indagine, che muove dal cuore della vicenda principale – l’eliminazione di Franka Ludwig per un calcolo di denaro – ha dunque cominciato a illuminare, con una luce sinistra, altre zone d’ombra nella vita dell’uomo, sollevando interrogativi profondi su una serie di eventi tragici. Gli accertamenti proseguono ora su un duplice binario, cercando di stabilire con certezza assoluta, attraverso perizie e riscontri, la reale causa del decesso della badante e la possibile esistenza di un disegno criminoso più ampio, che andrebbe ben al di là della singola, terribile fattispecie per cui due persone sono già state fermate.




