Ibrahimovic contro gli arbitri: "Rispetto per il Milan, scriveremo lettera all'Aia"
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Redazione Sport
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Zlatan Ibrahimovic, dirigente del Milan, non ha usato mezzi termini per esprimere il proprio disappunto riguardo alle decisioni arbitrali che hanno coinvolto i rossoneri nell’ultimo turno di Serie A. Durante la conferenza stampa di presentazione di Joao Felix, tenutasi a Casa Milan, lo svedese ha affrontato con toni decisi i controversi episodi che hanno caratterizzato la partita contro l’Empoli, sottolineando come la situazione sia ormai diventata "inaccettabile".
"Quando giochiamo, chiedo sempre ai giocatori di essere corretti", ha dichiarato Ibrahimovic, riferendosi al dialogo avuto con l’arbitro Pairetto. "Ho detto a Pairetto che chiedo solo rispetto. Quello che è successo con Walker e Tomori è inaccettabile". Il riferimento è al fallo di Cacace su Walker, giudicato da molti eccessivamente violento, e all’espulsione di Tomori, che ha lasciato perplessi non solo i tifosi ma anche gli addetti ai lavori. Secondo Ibrahimovic, Walker avrebbe potuto "stare fuori un anno" per un intervento del genere, mentre l’espulsione di Tomori ha ulteriormente aggravato una situazione già critica.
Il Milan, che nella stagione in corso ha più volte lamentato decisioni arbitrali sfavorevoli, sembra aver raggiunto il limite della sopportazione. Ibrahimovic ha annunciato che il club invierà una lettera all’AIA (Associazione Italiana Arbitri) per chiedere maggiore rispetto e chiarezza. "Le spiegazioni di Open VAR non hanno mai convinto", ha aggiunto, evidenziando come le giustificazioni fornite dopo le revisioni video non siano state sufficienti a placare i dubbi.
Sul mercato, invece, Ibrahimovic ha preferito non entrare nel dettaglio, limitandosi a sottolineare l’importanza di avere una squadra bilanciata. "Quando abbiamo fatto questo mercato, è stato per dare all’allenatore due squadre, perché con così tante partite deve avere più alternative", ha spiegato. Pur riconoscendo la necessità di un equilibrio tra difesa e attacco, ha lasciato intendere che le scelte tattiche spettano comunque al tecnico, il quale deve gestire al meglio le opzioni a disposizione.




