Stellantis accelera in Cina: accordo da 1 miliardo con Dongfeng
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Redazione Economia
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Stellantis rafforza la propria presenza in Cina con un accordo strategico da un miliardo di euro firmato con Dongfeng, partner storico del gruppo, per rilanciare la produzione di modelli Peugeot e Jeep nello stabilimento di Wuhan a partire dal 2027. L’intesa consolida un asse industriale che negli ultimi mesi si è intensificato attraverso nuove collaborazioni con aziende cinesi, mentre gli stabilimenti italiani continuano ad attraversare una fase di forte difficoltà produttiva. Il progetto punta a trasformare la joint venture Dongfeng Peugeot Citroën Automobile in una piattaforma industriale destinata non soltanto al mercato cinese, ma anche all’export globale.
Il nuovo accordo arriva pochi giorni dopo l’intesa siglata con Leapmotor e conferma la centralità crescente della Cina nelle strategie industriali della holding automobilistica nata nel 2021 dalla fusione tra Fiat-Chrysler e Peugeot-Citroën. Dongfeng, che mantiene ancora una quota superiore all’1% nel capitale di Stellantis come eredità dell’operazione che salvò l’allora Psa nel 2014 con il sostegno del governo francese e degli investitori asiatici, torna così a occupare un ruolo strategico nello sviluppo internazionale del gruppo guidato da Antonio Filosa.
La strategia industriale di Stellantis tra export e produzione asiatica
L’accordo con Dongfeng prevede l’espansione della joint venture Dpca, attiva da oltre trent’anni, e include anche un memorandum d’intesa non vincolante per valutare ulteriori aree di cooperazione industriale. La produzione di modelli Peugeot e Jeep a Wuhan sarà destinata sia al mercato locale sia ai mercati internazionali, compreso quello europeo. La scelta conferma una strategia orientata a rafforzare la capacità produttiva asiatica del gruppo in una fase in cui il settore automobilistico globale sta vivendo una trasformazione profonda, soprattutto sul fronte dell’elettrificazione e della competitività dei costruttori cinesi.
Parallelamente, Stellantis continua a lavorare su altri fronti industriali che coinvolgono anche impianti europei, in particolare quelli di Saragozza e Madrid. Tuttavia, mentre la cooperazione con la Cina si amplia e si consolida, gli stabilimenti italiani restano privi di prospettive industriali definite nel quadro delle nuove alleanze annunciate dal gruppo. La distanza tra gli investimenti destinati ai poli internazionali e la situazione produttiva italiana alimenta così nuove discussioni sul futuro del settore automotive nazionale.
Le reazioni degli esperti sul futuro dell’automotive europeo
La decisione di produrre Jeep e Peugeot in Cina destinate anche all’Europa non ha sorpreso Francesco Zirpoli, economista della Ca’ Foscari di Venezia e tra i principali esperti italiani del settore automotive. Secondo Zirpoli, il rafforzamento dei rapporti tra Stellantis e i produttori cinesi rappresenta una scelta in parte fisiologica, ma allo stesso tempo fonte di preoccupazione per l’industria europea. L’economista ha sottolineato come negli ultimi anni molti produttori europei abbiano investito poco nello sviluppo industriale, destinando invece una parte consistente delle risorse ai dividendi.
Zirpoli ha inoltre evidenziato che il divario con la Cina potrebbe essere recuperato puntando con maggiore decisione sull’elettrico e interrompendo le contestazioni contro il Green Deal europeo. L’esperto ha invitato anche il governo italiano a entrare nei negoziati riguardanti gli stabilimenti nazionali, nel momento in cui Stellantis ridefinisce i propri equilibri produttivi internazionali. L’intesa con Dongfeng, infatti, non rappresenta soltanto un accordo commerciale, ma segna un ulteriore spostamento del baricentro industriale verso la Cina in un momento cruciale per il futuro dell’automobile europea.




