MotoGP, Martín: "Il braccio? Stamattina ero sicuro che non mi avrebbero operato, ora non più"
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Redazione Sport
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Jorge Martín ha chiuso il venerdì del Gran Premio d'Austria con il quinto miglior tempo, al termine di una giornata che doveva servire soprattutto a capire se il suo avambraccio destro potesse reggere il peso del finale di stagione.
Il pilota spagnolo dell'Aprilia arriva dal weekend di Misano, dove un episodio di sindrome compartimentale gli ha fatto perdere forza e sensibilità sulla leva del freno, costringendolo a scivolare dalla testa della gara fino alla quinta posizione e a cedere la leadership iridata a Marc Márquez, ora a pari punti ma avanti grazie al maggior numero di vittorie.
Il tracciato del Red Bull Ring, con i suoi lunghi rettilinei e le frenate violente, non è mai stato indicato come il più severo per chi soffre di questo tipo di problema, e Martín lo aveva detto già alla vigilia. In pista, però, le sensazioni sono cambiate nel corso della giornata: il madrileno ha iniziato con il terzo tempo nelle prove libere del mattino, alle spalle di Pedro Acosta e Pol Espargaró, dopo un problema tecnico che lo aveva costretto a fermarsi a bordo pista nei primi minuti.
Nel pomeriggio, con l'intensificarsi del ritmo, ha guadagnato la quinta posizione, secondo pilota Aprilia alle spalle di un Marco Bezzecchi in difficoltà.
La vera notizia, più delle posizioni in classifica, è arrivata dalle sue dichiarazioni. «Stamattina ero sicuro che non mi sarei operato, questo pomeriggio non ne sono più così sicuro», ha spiegato ai media al termine delle prove. Una inversione di rotta che racconta quanto la situazione sia ancora fluida: fino a domenica, quando la gara lunga metterà alla prova la resistenza dell'avambraccio per ventotto giri, ogni valutazione resta sospesa.
«Il braccio sta meglio rispetto a Misano e non credo che mi limiterà domani», ha aggiunto, «ma fino a domenica sarà un punto interrogativo».
Se l'intervento si renderà necessario, Martín dovrà sottoporsi all'operazione lunedì, prima della trasferta asiatica che prevede cinque Gran Premi in poco più di un mese. Non è una prospettiva che lo entusiasma: «Quello che mi spaventa dell'intervento è che non si sa come andrà a finire. Potrebbe andare bene e ritrovarmi al cento per cento per Motegi, oppure potrebbe andare male e complicare le cose».
Il pilota ha già affrontato un'operazione del genere nel 2018 e per anni il problema non si era più ripresentato; ora la scelta è tra rischiare di correre con un braccio che potrebbe bloccarsi di nuovo, come a Misano, oppure fermarsi e ricostruire la condizione fisica in vista del tour de force finale.
A complicare il quadro c'è una lotta al titolo che vede i due spagnoli appaiati in vetta alla classifica con 274 punti, un equilibrio che non si vedeva da mesi e che rende ogni gara, ogni sorpasso e ogni dettaglio fisico potenzialmente decisivo. Martín ha spiegato di aver tratto indicazioni positive dalla gara di Misano, nonostante il risultato finale: «Mi è piaciuto molto poter stare con Marc durante la gara e persino riuscire a superarlo. Anche se alla fine sono arrivato quinto, ho tratto aspetti positivi».
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