Juve, il pareggio del Bentegodi e le polemiche che riaffiorano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un pareggio che, alla resa dei conti, assume le sembianze di un'ancora di salvezza per una Juventus che al Bentegodi ha toccato con mano una delle sue prestazioni più opache di questa stagione. La squadra di Igor Tudor, reduce da un ciclo positivo ma reduce anche da un confronto con un Verona grintoso e ben organizzato, ha faticato non poco a contenere l’impeto dei gialloblù, riuscendo ad agguantare un punto che, dati i presupposti e l’andamento della gara, sconfina quasi nel miracoloso. L’unico lampo in un buio pressoché totale è stato il gol di Sergio Conceicao nel primo tempo, un episodio isolato che non ha rispecchiato la sostanziale inferiorità mostrata in campi come quello di Cremona.

Le reazioni a caldo dell’allenatore juventino, il cui malumore era palpabile, hanno immediatamente spostato il dibattito sul piano arbitrale. Tudor, senza usare mezzi termini, ha definito "vergognoso" il rigore concesso al Verona per un fallo di Gatti su Joao Mario, aggiungendo di aver desiderato "un altro arbitro" e polemizzando anche per l’espulsione dello stesso difensore bianconero. Secondo il tecnico, decisioni di tale natura potrebbero essere prese solo da chi "non ha mai giocato a calcio", innescando un vespaio di polemiche che va ben oltre il singolo episodio. Un coro di proteste, il suo, che ha trovato un’eco immediata nelle parole del giornalista Paolo Ziliani.

Quest’ultimo, in una sua analisi, ha infatti costruito un parallelo tra la veemenza della reazione juventina dopo il rigore subito a Verona e il silenzio che sarebbe calato, secondo la sua ricostruzione, in occasione di precedenti favorevoli alla Vecchia Signora. Ziliani ha sollevato il caso dei "clamorosi mani impuniti di Danilo e Weah" nello scontro di andata, per poi citare, in un passato più recente, i presunti regali arbitrali che avrebbero fruttato alla Juventus "7/8 punti in più in classifica", riferendosi a episodi come i mani di Luperto e Candela puniti con il rigore o quelli di McKennie e Gatti non sanzionati.

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