Inter, dalla proprietà il via libera ai “vecchi”: la strategia nascosta del double
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Mentre il pullman scoperto dei nerazzurri si prepara a solcare le vie di Milano per raggiungere piazza Duomo, e l'eco della festa per lo scudetto e la Coppa Italia non si è ancora spenta, negli uffici di viale della Liberazione si lavora già al contrario. La domanda che serpeggia tra i tifosi e gli addetti ai lavori—quella su come si plasmerà la rosa nella prossima stagione per riconfermarsi al vertice—ha trovato una risposta chiara nelle pieghe di un summit decisivo, già avvenuto negli ultimi giorni, tra la proprietà e la dirigenza. Secondo quanto riportato da Libero, l’incontro più importante è già stato archiviato e ha sancito un compromesso fondamentale: Oaktree, il fondo che controlla il club, ha dato il benestare per intervenire sul mercato puntando su calciatori d’esperienza, cioè su quei profili definiti “poco futuribili” ma ritenuti necessari per mantenere alta la competitività immediata.
L’intesa sul “giusto mix” e il peso dell’eliminazione europea
L’approccio della nuova proprietà sembra dunque evolversi rispetto alla rigida linea iniziale, che privilegiava plusvalenze e giovani talenti. Oaktree, come rivelato dalle fonti, avrebbe compreso che affidarsi esclusivamente a una politica di scommesse sul futuro aumenta considerevolmente il rischio di incorrere in stagioni complesse e prive di risultati. Da qui la strategia di creare un “giusto mix”, un equilibrio tra chi garantirà esperienza sul campo e chi potrà rappresentare una risorsa per il bilancio. Le parole di Cristian Chivu, rilasciate nei giorni scorsi, riecheggiano ancora negli ambienti nerazzurri e offrono una lente per leggere queste scelte: “Ci è un po’ mancata la Champions”. L’eliminazione per mano del Bodo Glimt (un ko che non è stato mai completamente digerito dagli spogliatoi) ha spinto il club a cercare un salto di qualità proprio nella competizione più importante, quella in cui l’Inter ha raggiunto due finali negli ultimi tre anni. Per tentare la “resurrezione” europea, servono uomini abituati ai palcoscenici che contano, non solo prospetti.
Addii imminenti e la situazione dei senatori
In questo quadro, il mercato estivo si preannuncia come un cantiere aperto. L’accoppiata coppa-campionato (il double che mancava dai tempi di Josè Mourinho) è stata archiviata, ma la sua costruzione ha lasciato segni evidenti su una rosa che dovrà subire modifiche strutturali. Secondo le indiscrezioni, alcuni dei veterani che hanno fatto la storia recente del club sono destinati a salutare: Yann Sommer, Francesco Acerbi e Matteo Darmian sarebbero pronti a chiudere la loro avventura in maglia nerazzurra al termine dell’ultima sfida stagionale, quella contro il Verona che servirà anche per il caloroso abbraccio dei tifosi. Situazione differente invece per Henrikh Mkhitaryan, per il quale la società sarebbe disponibile a prolungare, lasciando però al giocatore la scelta finale su un possibile ritiro; e per Stefan de Vrij, che potrebbe rimanere ma a condizioni economiche ridotte. Anche Davide Frattesi, il centrocampista che ha faticato a trovare spazio continuo, sembra essere stato messo sul mercato per ricavare la liquidità necessaria da reinvestire.
Il futuro di Chivu e i prossimi summit decisivi
Se la rosa cambierà volto, una pedina fondamentale è già stata bloccata sulla panchina. La proprietà ha confermato piena stima a Cristian Chivu, il tecnico rumeno che è riuscito nell’impresa di riportare il double a Milano. L’allenatore, infatti, avrà una centralità ancora maggiore nelle prossime scelte di mercato, diventando un punto di riferimento non solo tattico ma anche nella selezione dei profili da seguire. Un nuovo summit è già programmato a brevissimo, collocato idealmente tra la partita casalinga contro il Verona e la successiva trasferta di Bologna: sarà in quell’occasione che si parlerà concretamente del prolungamento del suo contratto e, stando a quanto si apprende, anche del rinnovo del direttore sportivo Piero Ausilio (il cui accordo scade nel 2027). L’obiettivo dichiarato, come sottolineato anche da chi frequenta quotidianamente Appiano Gentile, è quello di conservare il vantaggio competitivo costruito sulle antagoniste, senza rivoluzioni traumatiche ma con un’evoluzione mirata che passi attraverso innesti mirati e l’addio rispettoso di chi ha scritto pagine importanti di questa storia.




