Milan, sfuma Iraola: si riparte da Xavi o Glasner tra le ipotesi per la panchina
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Redazione Sport
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Non sarà Andoni Iraola il nuovo allenatore del Milan. Il tecnico basco, in uscita dal Bournemouth dopo aver condotto il club inglese in Europa League, ha infatti deciso di restare in Premier League, accettando la proposta del Crystal Palace.
Le voci che nelle ultime ore raccontavano di un crescente pessimismo in casa rossonera circa il suo possibile arrivo, alimentate dai dubbi dello spagnolo sia sull’avventura in un campionato a lui sconosciuto sia sulle risorse a disposizione per la rifondazione, si sono concretizzate in una fumata nera che costringe Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic a tornare al tavolo delle trattative.
Per il club londinese, che stasera gioca la finale di Conference League contro il Rayo Vallecano, questa sarebbe l’ultima panchina di Oliver Glasner; il suo successore, salvo colpi di scena, verrà annunciato già nella giornata di domani, chiudendo definitivamente la porta a qualsiasi ripensamento dell’ex Athletic Bilbao.
La scelta di Iraola e il peso della Premier
La decisione di Iraola, che lascia un Bournemouth qualificato per l’Europa, fotografa un cambio di paradigma nel calcio contemporaneo. L’allenatore, corteggiato anche da Bayer Leverkusen e Benfica, ha preferito la “quindicesima della classe” inglese alla storia rossonera, un’opzione che sarebbe apparsa folle solo un decennio fa.
A pesare sono state considerazioni concrete: la possibilità di non sradicare la famiglia dall’Inghilterra e, soprattutto, la maggiore garanzia di un budget per il mercato – si vocifera persino triplo rispetto a quello italiano – che il club di Londra gli può mettere a disposizione. Il progetto del Milan, che gli richiedeva una rifondazione totale con nuovi dirigenti e nuovi giocatori, è apparso al basco come una sfida troppo complessa e incerta, spingendolo a rimanere in un ambiente dove ha già dimostrato il proprio valore.
Si riapre la corsa: Xavi e Glasner in pole
Con Iraola ormai fuori dai giochi, la dirigenza milanista è al lavoro per individuare il sostituto di Massimiliano Allegri, esonerato dopo la mancata qualificazione alla prossima Champions League. Le due piste più calde portano dritte in Spagna e in Austria. La prima, caldeggiata da Ibrahimovic, si chiama Xavi Hernandez: l’ex tecnico del Barcellona è fermo ormai da un anno, da quando lasciò i cataliani nel 2024, e rappresenterebbe un’inversione di rotta tattica netta rispetto al passato recente, puntando su un calcio di costruzione dal basso e possesso palla.
La seconda, invece, porta a Oliver Glasner. L’attuale allenatore del Crystal Palace, che guiderà gli Eagles proprio nella finale di stasera, è dato in partenza da Londra e ha già fatto sapere di non voler proseguire. La sua candidatura è intrigante per la capacità di adattamento e l’intensità tattica dimostrata sia in Germania (alla guida dell’Eintracht Francoforte) che in Premier, sebbene rappresenti una soluzione opposta a quella spagnola, basata più sulla verticalità che sul controllo del gioco.
Le altre soluzioni e la questione dirigenziale
Mentre la trattativa per il nuovo tecnico entra nel vivo, sullo sfondo rimangono caldi anche altri nomi, tra cui quello di un ex di casa Milan: Mark van Bommel, molto legato a Ibrahimovic, rappresenta l’alternativa fisica e disciplinata. Più defilate, invece, le posizioni di Unai Emery, considerato inarrivabile per via dell’ingaggio milionario dell’Aston Villa, e di Mauricio Pochettino, attualmente concentrato sulla preparazione del Mondiale con gli Stati Uniti.
A complicare la ricerca non è solo la scelta dell’allenatore, ma il contesto: il club procede alla costruzione di un nuovo vertice tecnico. In questo quadro si inserisce l’incontro tra Cardinale, Ibrahimovic e Ralf Rangnick, avvenuto a Vienna, dove il manager tedesco è stato sondato non per la panchina, ma per il ruolo di direttore sportivo o direttore tecnico – una figura che possa mettere ordine in una struttura dirigenziale che ha appena salutato il CEO Giorgio Furlani e il direttore dell’area tecnica Geoffrey Moncada.




