Brunori Sas: un trionfo tra musica e polemiche a Sanremo 2025
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Milano lo conosce bene, Dario Brunori, in arte Brunori Sas, e non è un segreto che la città abbia da tempo abbracciato la sua musica con un affetto che va oltre il semplice apprezzamento. La sua arte, fatta di parole che scavano nell’anima e melodie che si intrecciano con la vita quotidiana, ha trovato un pubblico fedele, pronto a seguirlo anche nelle sue sfide più ambiziose. Eppure, l’edizione 2025 del Festival di Sanremo, che avrebbe dovuto consacrarlo definitivamente, si è trasformata in un groviglio di polemiche e interrogativi.
La serata finale, che ha tenuto milioni di telespettatori incollati agli schermi fino a notte fonda, ha riservato un epilogo inaspettato. Brunori, che dopo le 29 esibizioni guidava la classifica con un margine apparentemente solido, si è visto superato in extremis, scivolando al terzo posto. Un ribaltamento che ha lasciato molti a bocca aperta, alimentando dubbi e malumori. Olly, inizialmente distanziato, e Lucio Corsi, descritto da Brunori come un “fratellino”, hanno chiuso davanti a lui, in una classifica che ha scatenato un acceso dibattito.
Non sono mancate le segnalazioni di presunte irregolarità nel televoto, con numerosi utenti che hanno denunciato difficoltà tecniche nel votare per Brunori. Queste anomalie hanno spinto un gruppo di telespettatori a lanciare una petizione online, chiedendo trasparenza e chiarezza sulla gestione delle votazioni. “Chiediamo che vengano resi noti i dati completi e che si faccia luce su quanto accaduto”, si legge nel testo della petizione, che ha rapidamente raccolto migliaia di firme.
Nonostante le polemiche, Brunori ha saputo trasformare questa esperienza in un trionfo personale. Con la sua canzone L’albero delle noci, ha conquistato il premio Sergio Bardotti per il miglior testo, riconoscimento che conferma la sua capacità di raccontare storie universali attraverso parole semplici ma profonde. E poi c’è la Calabria, sua terra d’origine, che si è unita nel sostenerlo, facendo di questa partecipazione a Sanremo un momento di orgoglio collettivo.
Brunori stesso ha definito il suo ultimo disco come “una lunga seduta di psicanalisi”, un viaggio introspettivo che ha portato alla luce emozioni e riflessioni intime. E forse è proprio questa sincerità, questa capacità di mettersi a nudo davanti al pubblico, che lo ha reso un artista amato e rispettato, al di là dei risultati di classifica.




