Il petrolio Brent supera i 100 dollari al barile: ecco perché il greggio torna a correre

Aggiungi Milano Finanza alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti Il petrolio torna a correre e riporta il rischio geopolitico al centro dei mercati. Il Brent, il 23 luglio, ha superato i 100 dollari al barile, per la prima volta dalla fine di maggio, dopo le notizie di un presunto attacco contro due petroliere al largo delle coste saudite e il nuovo scambio di minacce tra Stati Uniti e Iran. (Milano Finanza)

Ne parlano anche altri giornali

Prezzo del petrolio in rialzo: Wti a 87,95 dollari al barile (+1,29%) e Brent a 95,78 dollari (+1,82%) nelle contrattazioni di questa mattina. Preferisci ascoltare il riassunto audio? (SoldiOnline.it)

Il Brent europeo ha toccato i 100 dollari, 99,7 in questo momento, il 6% in più rispetto a ieri per via dell'acuirsi delle tensioni in Medio Oriente. Oltre che sulla Bce che come atteso non ha toccato i tassi - perché è un'altra giornata di prezzi in deciso aumento. (RaiNews)

Balzo dei titoli energetici europei. (Teleborsa) - I prezzi del petrolio sono tornati a salire rapidamente verso quota 100 dollari al barile, dopo che i militanti Houthi, sostenuti da Teheran, hanno rivendicato gli attacchi a due petroliere saudite nel Mar Rosso, minacciando un'altra importante rotta per i flussi petroliferi e alimentando i timori di un'ulteriore escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran (Teleborsa)

Le Borse di oggi 23 luglio. Europa apre debole in attesa della Bce

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I timori di un'escalation del conflitto e di una possibile risposta degli Stati Uniti hanno spinto i prezzi delle materie prime ai massimi degli ultimi mesi, indebolendo al contempo il dollaro. Il primo attacco diretto dei militanti Houthi sostenuti dall'Iran contro petroliere saudite nella regione del Mar Rosso ha provocato un'immediata reazione dei mercati finanziari. (XTB.com)

ROMA – Le azioni asiatiche sono salite grazie all'aumento dei produttori regionali di chip, in previsione di benefici derivanti dai miliardi di dollari investiti nello sviluppo dell'intelligenza artificiale. (la Repubblica)