Maltempo in Calabria, il ciclone di Pizzo Calabro scatena nubifragi sulla costa jonica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una tempesta di rara intensità, battezzata non a caso “Ciclone di Pizzo Calabro”, si è abbattuta con furia inattesa sul versante jonio calabrese, trasformando la festività di Halloween in una giornata di paura e di emergenza. Il maltempo, che ha costretto alla chiusura precauzionale tutti gli istituti scolastici dell’area interessata, ha scaricato quantitativi d’acqua impressionanti, superiori ai 120 millimetri nelle zone più colpite tra Catanzaro e Crotone, dove il panorama è rapidamente mutato in un susseguirsi di criticità e danni.

Allagamenti e straripamenti

La furia degli elementi, dopo aver provocato piogge alluvionali, ha concesso solo una brevissima tregua nelle prime ore del pomeriggio, un’illusione subito spezzata dall’avvicinarsi di un nuovo peggioramento. La dinamica meteorologica, legata allo spostamento del minimo di bassa pressione verso est, ha infatti innescato il fenomeno della “ritornante”, che ha scaricato nuovi nubifragi proprio sui territori già martoriati. Uno dei casi più emblematici è stato lo straripamento del torrente Umbro, nel territorio di Cropani, il cui impeto ha invaso la carreggiata della statale 106, arteria vitale della costa, trascinando con sé una massa ingente di fango e detriti che ha reso impraticabili sia la strada principale che molte vie interne.

L'intervento dei soccorsi

Mentre la situazione idrogeologica si aggravava, le squadre dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Crotone sono state chiamate a una lunga serie di interventi, molti dei quali hanno riguardato la messa in sicurezza di persone. Le tipologie di emergenza sono state tra le più varie: dall’abbattimento di alberi pericolanti, che minacciavano abitazioni e strade, alla gestione di tombini saltati a causa della pressione dell’acqua, fino a veri e propri soccorsi per estrarre automobili rimaste bloccate in viottoli trasformati in fiumi in piena. Non sono mancati, inoltre, i recuperi di cittadini che si sono trovati in grave difficoltà per le infiltrazioni d’acqua nelle loro case, rese vulnerabili dalla violenza dei temporali.

Il territorio messo a dura prova

Il bilancio complessivo, che emerge dalle immagini e dai resoconti, dipinge una fascia jonica profondamente segnata, dove il confine tra strade e corsi d’acqua è spesso venuto meno. Il territorio, soprattutto nel Catanzarese e nel Crotonese, ha mostrato tutta la sua fragilità di fronte a eventi atmosferici di tale portata, con allagamenti diffusi che hanno paralizzato la viabilità minore e creato disagi a macchia di leopardo. La circolazione, già resa difficoltosa dai detriti e dal fango, è stata ulteriormente complicata dalla presenza di numerosi veicoli in panne, abbandonati dai proprietari in cerca di un riparo sicuro.

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