Campari in rally a Milano, trainata dalla fiducia su Rémy Cointreau
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Mentre Rémy Cointreau, la casa francese degli spirits, ha chiuso il primo semestre dell'esercizio 2025-26 con dati in calo, il mercato ha premiato la sua fiducia per il futuro, un ottimismo che si è immediatamente riflesso, come un fiume in piena, sulle quotazioni di Davide Campari a Piazza Affari. Le vendite consolidate del gruppo d'Oltralpe, che si sono attestate a 489,6 milioni di euro, mostrano una flessione organica del 4,2%, un dato che, seppur negativo, non ha intaccato le attese per la seconda parte dell'anno. Il Current Operating Profit, sceso a 108,7 milioni con un calo del 13,6%, ha peraltro superato le previsioni più pessimiste del consenso, che si attestavano su un meno 18%, un particolare non trascurabile che gli investitori hanno colto al volo, spingendo il titolo a Parigi verso un guadagno del 5% e toccando in seduta picchi del 7%.
Il contagio rialzista sul listino milanese
L'effetto trainante sui competitor, del quale si è parlato a lungo negli ambienti finanziari, si è materializzato con forza a Milano, dove Campari ha registrato una delle performance più brillanti del FTSE MIB, chiudendo in rialzo dell'1,84% e toccando i 5,742 euro. L'impennata, che in alcuni momenti ha superato abbondantemente i due punti percentuali, si inserisce in un contesto già favorevole per il titolo, il quale, dal 20 novembre, ha accumulato un guadagno del 6,5%. A questo trend positivo, che si esprime in una trendline rialzista più marcata rispetto a quella dell'indice di riferimento, hanno contribuito anche le voci di una possibile cessione dei marchi Averna, Braulio e Zedda Piras, un'operazione guardata con favore dagli analisti, i quali ne intravvedono la potenziale redditività.
Le cause del calo e le prospettive future
Il conto economico di Rémy Cointreau, che pure ha deluso nei primi sei mesi, porta i segni di un contesto macroeconomico complesso, caratterizzato da dazi doganali incrementali i quali, insieme ad altre pressioni, hanno eroso i margini lordi, scesi al 68% su base organica, e compresso la marginalità operativa fino al 22,2%. Nonostante questi elementi di difficoltà, la società ha mantenuto ferme le stime per il completo esercizio 2025-26, affidando la ripresa a un secondo semestre che, secondo le previsioni, dovrebbe vedere un ritorno alla crescita, un messaggio di resilienza che il mercato ha evidentemente gradito.
Il supporto degli analisti e lo scenario di medio periodo
A corroborare il clima di fiducia attorno a Campari è giunta anche la conferma della raccomandazione "outperform" da parte di Mediobanca Research, un endorsement che sottolinea l'appetibilità del titolo agli occhi degli investitori. Sebbene l'analisi tecnica sul medio periodo ratifichi una tendenza negativa per il settore nel suo complesso, l'andamento delle ultime sedute per il gruppo milanese sembra aver tracciato una strada autonoma, dimostrando una capacità di reazione positiva agli stimoli esterni e una solidità che va al di là delle fluttuazioni congiunturali.




