Daniela Santanché, il secondo mestiere segreto (a maglia) e il videomessaggio di commiato alla “squadra” del ministero
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Redazione Interno
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Che la politica fosse un mestiere faticoso, e spesso logorante, lo si sa. Meno noto, o almeno custodito gelosamente tra le pieghe della vita privata, è il fatto che Daniela Santanché, ormai ex ministra del Turismo, coltivasse da tempo un’altra occupazione, parallela e ben più silenziosa della gestione di un dicastero. L’amica del cuore, Paola Ferrari, volto storico dello sport Rai e nuora di Carlo De Benedetti, ha rivelato al Corriere della Sera un dettaglio inedito che restituisce un’immagine insolita della politica romana: la sua capacità di “sferruzzare” con una velocità e una maestria tali da realizzare maglioni per amici e parenti in tempi record.
La rivelazione, che sembra quasi un dettaglio narrativo da romanzo, arriva in un momento di passaggio per Santanché, ora libera – suo malgrado o meno – dagli impegni di governo. La Ferrari, intervistata, ha descritto con una certa complicità l’attitudine quasi artigianale dell’amica: l’immagine della Santanché “lady tacco 12” mentre impugna i ferri ha colto di sorpresa persino l’intervistatrice, tanto è distante dall’immagine pubblica della “pitonessa”. E invece, ha raccontato la giornalista, la sua rapidità è tale che non c’è tempo di attendere: i maglioni sono pronti in un baleno. Questa vocazione segreta, d’altronde, rispunta ora che gli impegni istituzionali sono stati messi da parte: l’auspicio condiviso tra le due amiche, come emerge dal colloquio, è quello di poter finalmente concedersi una vacanza, magari in montagna o in campagna, lontane dai social e dai telefonini, con la Ferrari intenta a leggere un libro e Santanché finalmente libera di dedicarsi ai suoi amati ferri.
Parallelamente a questo scorcio di vita privata, l’ex ministra ha rotto il silenzio pubblico con un videomessaggio social, il primo dopo la formalizzazione delle dimissioni avvenuta giovedì sera. Apparsa sorridente, nel filmato pubblicato su X (ex Twitter), Santanché ha voluto rivolgere un ringraziamento “sentito” alla “squadra” del Ministero del Turismo, quel gruppo di collaboratori che, come ha sottolineato, ha condiviso con lei gli ultimi tre anni e mezzo di lavoro. “Il merito dei successi di questi tre anni e mezzo è più vostro che mio”, ha affermato con tono pacato, respingendo da sé la paternità dei traguardi raggiunti per restituirla allo staff tecnico e amministrativo.
Il videomessaggio e l’elogio della squadra
Nel messaggio, registrato presumibilmente mentre si trova nella sua residenza in Versilia – dove si è ritirata insieme al compagno Dimitri Kunz d’Asburgo per riflettere dopo le ore convulse dell’uscita di scena – Santanché ha scelto un registro volutamente lontano dalla polemica. “Ognuno ci ha messo passione, volontà, determinazione”, ha scandito, sottolineando come la vera forza sia stata quella di operare come un collettivo, perché “da soli non si vince mai”. Ha citato ruoli e funzioni, dal segretario generale all’ufficio stampa, passando per la segreteria, per rimarcare che la memoria di chi ha lavorato al suo fianco resterà intatta, con una frase che suona quasi come una promessa: “La vita è lunga e bisogna sempre ricordarsi di essere insieme”.
Questo intervento pubblico arriva a distanza di pochi giorni da una lettera di dimissioni inviata alla premier Giorgia Meloni, nella quale l’ormai ex titolare del Turismo non aveva nascosto un certo rammarico per le modalità del commiato, pur ribadendo il gesto di “obbedienza” nei confronti della leader di Fratelli d’Italia. Tuttavia, nel video social non c’è traccia della tensione che aveva caratterizzato la corrispondenza precedente; domina invece un tono di commiato affettuoso, quasi paterno verso i dipendenti, accompagnato dall’invito a continuare l’opera di valorizzazione del settore, considerato cruciale per l’economia nazionale.
L’amicizia con la Ferrari e i progetti di vacanza
Se la scena politica vede la sua uscita di scena, la dimensione personale sembra invece offrire a Santanché un orizzonte più disteso. La Ferrari, da parte sua, ha ricostruito il clima di questi giorni, rivelando di essere stata lei, paradossalmente, più turbata dell’amica per le conseguenze delle dimissioni. “Per me è come una sorella”, ha dichiarato la giornalista, aggiungendo che la Santanché, dotata di una resilienza quasi animale, l’ha invece consolata. Il progetto di vacanza condiviso, insomma, diventa il simbolo di un’amicizia capace di sopravvivere agli alti e bassi della carriera altrui.
E proprio in questa prospettiva, la vocazione per la maglia – descritta non come un semplice passatempo ma come una vera e propria abilità da artigiana – assume il significato di un ritorno a una normalità forse rimossa durante gli anni di governo. Mentre la Ferrari si augura di poter scappare via insieme per una settimana bianca o una campagna silenziosa, l’immagine della Santanché che sferruzza in poltrona, accanto a un’amica che legge, fa da controcanto ironico e umano ai toni aspri delle aule parlamentari. La “rapidissima” magliaia, insomma, si prepara a tirare fuori i ferri a tempo pieno, almeno fino a quando non deciderà quali saranno le prossime maglie – letterali o metaforiche – da infilare.




