Cocaina nei biscotti della fortuna, arrestata a Fiumicino la corriere con 5 chili di droga

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non erano i soliti dolci portafortuna, quelli che la polizia ha trovato all'interno della valigia di una cittadina cinese di 40 anni, bloccata all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino poco prima dell'imbarco su un volo diretto a Taipei. Le tradizionali confezioni dorate con la scritta "Fortune Cookie", tipiche dei ristoranti cinesi e spesso regalate come souvenir, nascondevano in realtà un carico ben più pesante e illegale: oltre 5 chilogrammi di cocaina pura, suddivisa in 127 involucri, pronti per essere spediti oltre confine.

L'operazione, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Roma con il supporto dell'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e della Polizia di Frontiera Aerea, ha portato all'arresto della donna, ora accusata di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, su disposizione della Procura della Repubblica di Civitavecchia che coordina le indagini.

Il controllo al gate e la scoperta dei 127 involucri dorati

La dinamica del fermo, avvenuta nei pressi dei gate d'imbarco dello scalo romano, ha seguito le consuete procedure di controllo sui bagagli a mano e da stiva, che hanno però evidenziato anomalie nel carico della passeggera. Gli agenti, insospettiti dall'aspetto e dal peso delle confezioni, hanno proceduto all'apertura della valigia, rinvenendo le 127 scatole dorate. All'interno di ciascuna, al posto del classico biglietto con la predizione del futuro, era stato sostituito un panetto di sostanza bianca, successivamente risultata essere cocaina a elevato tasso di purezza.

La scoperta ha confermato i sospetti della polizia, che da tempo monitora i flussi di traffico internazionale verso l'Estremo Oriente, consapevole delle nuove rotte utilizzate dai corrieri della droga per eludere i controlli aeroportuali. L'ingegnoso espediente, che sfruttava la popolarità dei biscotti della fortuna come prodotto turistico e alimentare, aveva lo scopo di confondere i sistemi di scannerizzazione e l'attenzione dei cani antidroga, sebbene l'esperienza degli operatori sia riuscita a smascherare il tentativo di contrabbando.

La Procura di Civitavecchia, che ha ricevuto il rapporto completo degli agenti, sta ora valutando le posizioni della donna, la quale non ha fornito particolari giustificazioni circa la provenienza e la destinazione della merce, limitandosi a dichiarare di essere stata incaricata da terzi di trasportare il carico senza conoscerne l'esatto contenuto.

Il valore del carico e le rotte del traffico internazionale

Secondo le prime stime degli investigatori, il quantitativo di droga sequestrato – oltre 5 chili – avrebbe potuto generare un giro d'affari considerevole sia sul mercato italiano che su quello asiatico. Nel dettaglio, gli esperti della Squadra Mobile hanno calcolato che la vendita al dettaglio in Italia potrebbe fruttare più di 500.000 euro, mentre una volta giunta a Taipei e distribuita nei circuiti locali, la partita potrebbe addirittura superare il milione di euro.

Questa differenza sostanziale riflette la fluttuazione dei prezzi degli stupefacenti tra i diversi continenti, in particolare tra Europa e Asia, dove la domanda di cocaina è in crescita costante. Le forze dell'ordine italiane, in collaborazione con le agenzie internazionali, hanno intensificato i controlli negli scali principali come Fiumicino, considerato un hub nevralgico per i traffici illeciti diretti verso i mercati emergenti.

L'arresto di questa corriere si inserisce in un quadro più ampio di operazioni antidroga che hanno portato, nelle ultime settimane, a intercettare spedizioni similari utilizzando metodi sempre più creativi, come giocattoli, statue di gesso e persino alimenti confezionati, nel tentativo di bypassare i controlli doganali. Non è la prima volta che i "Fortune Cookie" vengono utilizzati come espediente, ma il quantitativo rinvenuto a Fiumicino rappresenta uno dei sequestri più rilevanti con questa specifica tecnica di occultamento.

L'arresto e la posizione dell'indagata davanti alla Procura

La donna, di 40 anni e di nazionalità cinese, è stata tradotta in carcere a disposizione dell'autorità giudiziaria, dopo le formalità di rito presso il commissariato aeroportuale. L'accusa, formulata dalla Procura di Civitavecchia, è quella di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, un reato che comporta pene severe e che, vista la consistenza del carico, potrebbe configurare anche l'aggravante dell'ingente quantità.

Al momento, gli investigatori stanno cercando di ricostruire la rete di contatti della donna, sia in Italia che all'estero, per risalire ai fornitori e ai destinatari finali della merce, ascoltando anche alcuni testimoni presenti in aeroporto al momento del fermo. Le indagini si concentrano anche sulla provenienza della cocaina, verosimilmente immessa nel circuito europeo attraverso i porti o le frontiere orientali, e sulla sua destinazione finale, che sembrava essere il mercato di Taiwan, dove il consumo di sostanze stimolanti è in aumento tra i giovani professionisti e nei locali notturni.

La collaborazione tra le diverse unità della Polizia di Stato, che hanno agito in sinergia sotto il coordinamento della procura, ha permesso di concludere l'operazione in tempi rapidi, evitando che la droga potesse raggiungere la sua destinazione e venire immessa sul mercato nero.

Resta ora da chiarire il ruolo esatto della corriere, se si sia trattata di una semplice pedina di un'organizzazione più ampia o di un'operatrice autonoma, ma al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo per non compromettere gli ulteriori sviluppi dell'inchiesta, che potrebbe allargarsi ad altri soggetti coinvolti nella filiera del traffico internazionale.

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