Sneaker 2026, addio alle “chunky”: tornano le linee sottili e il fascino vintage (e il raso conquista la scena)
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Arrivati a questo punto dell’anno, quando la bella stagione spinge a liberare i pensieri – e con essi le scarpe pesanti – viene spontaneo chiedersi quali saranno le sneaker che vedremo dappertutto nella primavera 2026. La risposta, per chi ha seguito le ultime sfilate e le mosse dei brand, è netta: dopo anni di dominazione incontrastata delle “chunky”, quelle dall’anima massiccia e dalla suola extralarge lasciano definitivamente il posto a silhouette slim, linee pulite e un mood che sa di revival. Le nuove tendenze raccontano il ritorno di un’estetica più essenziale, dove la scarpa non cerca più di stupire per volume, ma per eleganza misurata e precisione del taglio.
Il ritorno delle silhouette basse e lo strapotere dei modelli iconici
A guidare questa rivoluzione silenziosa sono modelli che hanno fatto la storia del guardaroba sportivo, riletti in chiave contemporanea. Se le adidas Samba OG continuano a dettare legge, non sono le uniche a beneficiare di questo vento del passato: le Puma Speedcat e le adidas SL 72 spingono forte sull’acceleratore del vintage, proponendo suole sottili che sembrano quasi appoggiarsi al suolo senza invadenza. Materiali come il suede, il raso e il nylon sostituiscono le plastiche pesanti e le mesh iper-strutturate; il piede viene avvolto, non ingabbiato. Lo stesso discorso vale per le stringate rasoterra, quelle che uniscono il mondo della corsa a quello, più etereo, del balletto: aderiscono come una seconda pelle e, particolarmente quando sono realizzate in raso o con finiture satinate (quelle che ricordano le scarpette da ballo), riescono a stare bene sotto qualsiasi capo, da un paio di jeans a una gonna fluida.
La conferma del lusso e il caso delle sneakers “ballerina”
Non si tratta, tuttavia, di una semplice ondata di nostalgia. I grandi marchi del lusso hanno fatto propria questa estetica, integrandola nelle loro collezioni primavera/estate 2026. Da Gucci a Fendi, passando per Bottega Veneta e Miu Miu, la sneaker diventa oggetto di culto proprio nel momento in cui rinuncia alla sua aggressività. Un caso esemplare è rappresentato dalle sneakers in raso, una tendenza soft che sembra aver conquistato anche le passerelle più esclusive. Come spesso accade, è stato Miu Miu a dare il segnale quasi in sordina, con modelli che rubavano l’ispirazione al mondo della danza; a ruota, le loro silhouette leggere e un po' sognanti sono diventate immediatamente virali, dimostrando che la strada della leggerezza è quella giusta. Anche Dries Van Noten, con le sue proprie declinazioni di sneakers raffinate, rientra in questo filone, così come le foto dei modelli più ricercati mostrano un’ibridazione sempre più frequente tra la trainer da ginnastica e la scarpa elegante da sala da ballo.
Materiali, colori e l’addio alla suola massiccia
Se dovessimo guardare i dettagli costruttivi, il 2026 è l’anno in cui la suola si assottiglia e il piede torna a respirare. Le texture morbide – e quelle lucide in particolare – prendono il posto delle superfici opache e ruvide che avevano dominato fino all’anno scorso. Non è solo una questione estetica: è una questione di proporzioni. L’outfit di ogni giorno chiedeva una scarpa facile, pratica, ma finalmente capace di non appesantire la figura. E così, mentre le tonalità pastello e i colori naturali (dal giallo burro all’azzurro cielo) fanno capolino per accompagnare la rinascita primaverile, la forma della scarpa si fa sempre più affusolata, quasi da competizione, strizzando l’occhio agli anni Settanta e Novanta con un equilibrio che mancava da tempo.




