Crescono le tensioni nel Mar Rosso

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le crescenti tensioni nelle acque vicino allo Yemen, unite alla guerra a Gaza e alle tensioni che dal Nord di Israele si allargano alla Siria, all’Iraq per arrivare fino all’Iran, potrebbero portare a un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti in una zona del mondo da cui, da anni, tentano di disimpegnarsi il più possibile. Il tutto avviene mentre il paese vive un anno elettorale critico e la maggior parte degli elettori non ha nessuna voglia di farsi travolgere in crisi in paesi che neanche sa riconoscere su una mappa.

Cambio di guardia nel Mar Rosso

Nave “Federico Martinengo” ha sostituito, nei giorni scorsi, Nave “Virginio Fasan” nell’ambito dell’attività nazionale di sorveglianza marittima nel Mar Rosso in prossimità dello stretto di Bab-el Mandeb. A fine dicembre Nave Fasan, già impegnata nell’operazione Mediterraneo Sicuro dopo la crisi israelo-palestinese, è stata riposizionata in Mar Rosso, su disposizione del Ministro della Difesa Guido Crosetto.

Preoccupazioni umanitarie in Yemen

Ventisei organizzazioni umanitarie che operano in Yemen esprimono grave preoccupazione per l’impatto umanitario della recente escalation militare in Yemen e nel Mar Rosso. La crisi umanitaria in Yemen rimane una delle più grandi al mondo e l’escalation non farà che peggiorare la situazione per i civili vulnerabili e ostacolare la capacità delle organizzazioni umanitarie di fornire servizi essenziali.

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