Estate 2026 da record, ma l'autunno sarà ancora più caldo: cosa dicono gli esperti
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Redazione Esteri
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L'estate del 2026 entrerà probabilmente negli annali come la più calda mai registrata in Svizzera dall'inizio delle rilevazioni, superando persino quella del 2003 che fino a oggi deteneva il primato di "estate dei record". Ma mentre la quarta ondata di caldo, iniziata il 28 luglio, si prepara a esaurirsi entro metà della prossima settimana, i meteorologi di MeteoSvizzera hanno già diramato le prime previsioni per la stagione autunnale. E le indicazioni, per chi spera in un refrigerio, non sono certo rassicuranti.
Un'autunno con un'«altissima probabilità» di caldo anomalo
Secondo Christoph Spirig, meteorologo di MeteoSvizzera, esiste a tutti gli effetti un'«altissima probabilità» che le temperature medie dei prossimi mesi si attestino al di sopra della media stagionale. Le previsioni a lungo termine, che si basano su modelli sempre più affidabili e oggetto di anni di studi, indicano con una probabilità di quasi l'80% che lo scenario di un autunno più caldo del normale si concretizzi. All'opposto, la possibilità che le temperature risultano inferiori alla media degli ultimi anni è inferiore al 5%.
Tuttavia, l'esperto invita a non trarre conclusioni affrettate, spiegando che questa tendenza al rialzo non significa affatto che la probabilità di assistere a picchi di calore eccezionali sia altrettanto elevata. In tal senso, potranno comunque verificarsi periodi di freddo intenso della durata di diversi giorni, che si inserirebbero in un contesto generale di temperature più elevate della norma.
Due, in particolare, i fattori principali che influenzano le previsioni: il riscaldamento globale, che rende ormai «quasi certo» uno scostamento positivo rispetto alla media trentennale 1991-2020, e il fenomeno climatico naturale El Niño, che quest'anno si preannuncia di forte entità e tenderà a innalzare le temperature a livello globale.
La canicola e gli effetti sul cuore: i consigli del cardiologo
La domanda che molti si pongono, mentre le allerte canicola si susseguono, è se questa prolungata esposizione al caldo stia effettivamente aumentando i problemi cardiaci nella popolazione. Il professor Giovanni Pedrazzini, consulente dell'EOC ed ex primario del Servizio di cardiologia dell'Istituto Cardiocentro, conferma che in estate si registra un incremento delle urgenze cardiache, ma mette in guardia dal stabilire un legame diretto e univoco con le sole temperature.
La questione, spiega, è molto rilevante e la letteratura scientifica indica un aumento della mortalità cardiovascolare durante le ondate di calore, ma si tratta di dati difficili da estrapolare per la mancanza di studi specifici.
A risentire maggiormente delle ondate di calore sono le fasce più anziane della popolazione, più vulnerabili a fattori come la disidratazione, il brusco abbassamento della pressione che può portare a sincopi e perdite di conoscenza, e l'interazione con i farmaci cardiovascolari. A complicare il quadro, come osserva Pedrazzini, entra in gioco anche il fattore turistico: la popolazione in Ticino aumenta in modo esponenziale nei mesi estivi, e di conseguenza anche il numero di casi acuti, tra cui abbassamenti di pressione e aritmie, che potrebbero non essere esclusivamente attribuibili al caldo.
La percezione dell'esperto, tuttavia, è che i ricoveri legati ai malesseri estivi siano in aumento, soprattutto a causa del perdurare più lungo delle ondate di calore rispetto al passato.
Un'estate da primati: l'analisi di MeteoSvizzera
Per comprendere la portata di quanto sta accadendo, MeteoSvizzera ha tracciato un dettagliato resoconto dell'estate 2026, che si avvia a essere la più calda da quando esistono le misurazioni. Come si legge nel blog ufficiale dell'Ufficio federale di meteorologia e climatologia, la stagione estiva è iniziata in anticipo, già nella seconda metà di maggio, quando le temperature medie giornaliere in Svizzera hanno superato di ben 5 – 10 °C la media pluriennale, con punte di 32 – 33 °C in Ticino, in Vallese e a Basilea.
Dopo una breve tregua a inizio giugno, il 13 giugno ha preso il via un generale rialzo termico che ha portato alla prima grande ondata di caldo, iniziata il 18 giugno e terminata il 30 del mese, risultando una delle più intense e precoci mai registrate.
Ma è a luglio che il caldo ha stretto la sua morsa in modo inesorabile. A sud delle Alpi, dopo una pausa di un solo giorno il 1° luglio, dal 2 luglio è tornata la canicola, protrattasi fino a metà mese con notti tropicali e giorni consecutivi oltre i 30 gradi. Solo tra il 25 e il 27 luglio si è registrato un lieve calo, prima dell'inizio della quarta e attuale ondata di caldo, che ha portato le temperature a superare più volte i 38 – 39 °C in diverse località, come confermano anche i dati di agosto.
Come ha dichiarato Roger Perret di Meteonews, agosto 2026 si sta rivelando un mese eccezionalmente caldo, con una media di 5,5 gradi superiore al valore di riferimento del periodo 1991-2020 e con ben 15 giorni consecutivi di calura già dai primi del mese. La situazione è particolarmente critica in Ticino e nel Moesano, dove località come Biasca hanno già superato le 60 giornate con temperature superiori ai 30 °C, e i record di temperature massime e notti tropicali sono stati abbattuti in numerose stazioni di rilevamento.
Questo quadro ha portato a un confronto inevitabile con l'estate del 2003, superata in molte località già a fine luglio per numero di giornate di canicola.
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