Il fisco invia due milioni di lettere per il concordato preventivo biennale
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Redazione Economia
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Con il Decreto Legge del 14 novembre 2024, n. 167, il Fisco ha riaperto i termini per l'adesione al concordato preventivo biennale, inizialmente fissati al 31 ottobre 2024. La nuova scadenza, prorogata al 12 dicembre 2024, offre un'ulteriore opportunità ai contribuenti esercenti attività d’impresa, arti o professioni che hanno presentato la dichiarazione dei redditi entro il 31 ottobre 2024. Questa misura, rivolta a 2,2 milioni di partite Iva soggette agli Indicatori sintetici di affidabilità (Isa), mira a incentivare l'adesione al sistema del concordato preventivo biennale.
Il Fisco ha adottato una strategia di comunicazione diretta, inviando oltre due milioni di lettere ai contribuenti che non hanno aderito entro la precedente scadenza. Tra questi, circa un milione di partite Iva sono state etichettate come "finti poveri", ovvero soggetti che hanno dichiarato redditi molto bassi, al di sotto di 15mila euro. La missiva, che punta ad allargare la platea degli aderenti, è rivolta soprattutto a questi contribuenti, invitandoli a riconsiderare la loro posizione e a valutare i vantaggi offerti dal concordato preventivo biennale.
La misura del concordato preventivo biennale rappresenta un tentativo del Fisco di ampliare la base imponibile e di migliorare la compliance fiscale. Attraverso l'adozione degli Isa, il Fisco intende promuovere comportamenti virtuosi e incentivare la trasparenza nelle dichiarazioni dei redditi. La proroga al 12 dicembre 2024 offre un'ulteriore finestra temporale per i contribuenti che non hanno ancora aderito, permettendo loro di beneficiare delle agevolazioni previste dal concordato.
Il Fisco scommette sulla "strategia dolce" delle lettere per cercare di ampliare il più possibile la platea del concordato preventivo biennale.




