Leone XIV: non le armi atomiche ma il disarmo genera la pace

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LEONE XIV «Pace a voi!»: è stato questo il primo saluto che Gesù Risorto ha rivolto ai suoi apostoli (Gv 20,19). Questo è anche il primo dono che Cristo risuscitato ha offerto ai suoi amici e a tutto il mondo: la pace. Quel dono, però, non avveniva “a buon mercato”: il corpo glorioso del Maestro di Nazaret mostrava le piaghe della Passione. Egli ha attraversato l’odio, la violenza, il crucifige del mondo. (Vatican News)

Ne parlano anche altri giornali

"La pace è il grande desiderio che agita molti cuori, ma è anche spesso minacciata, calpestata, irrisa". A scriverlo è il pontefice, nell'introduzione al libro "Disarmata e disarmante. La pace è un dono" (Libreria Editrice Vaticana), pubblicato il 21 luglio. (Sky TG24)

Curata da Alessandro Banfi, l’antologia raccoglie per la prima volta gli interventi sulla pace pronunciati dal Pontefice dall’elezione, l’8 maggio 2025. “La Chiesa pone umilmente oggi all’attenzione di tutti una domanda: la specie umana deve continuare ad abitare la Terra?”. (ToscanaOggi)

Servizio di Paolo Fucili Fermiamo il riarmo globale, le bombe atomiche minacciano l’intero pianeta. Così Papa Leone nell’introduzione del suo libro “Disarmante e disarmata” a cura di Alessandro Banfi. (Tv2000)

Disarmata e disarmante: perché la pace di Papa Leone ci riguarda tutti, in prima persona

“Per me – confida subito in diretta nella trasmissione odierna di Radio Vaticana con Voi – è stato un onore questo lavoro antologico”, nel quale “la parola verità” è, di fatto, protagonista. La pace è un dono”. (Vatican News)

– “Non sono le armi atomiche che generano la pace, ma il disarmo. Tale verità, che sembrava acclarata nei decenni scorsi, durante i quali abbiamo assistito ad una de-escalation nucleare, è stata offuscata da una corsa agli armamenti che oggi spaventa e atterrisce”. (Askanews)

La parola antologia non è più tanto di moda. Si può scrivere un piccolo “bignami” di discorsi e scritti di papa Leone XIV? Certo che sì, anche se tremano le vene ai polsi e la penna in mano. (Vita.it)