Ponte sullo Stretto, Santillo attacca il dl Infrastrutture: “Certifica che non si farà”
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Redazione Interno
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Il decreto Infrastrutture approvato definitivamente dalla Camera riaccende lo scontro politico sul Ponte sullo Stretto e sull’estensione dei commissari straordinari per le opere pubbliche.
A intervenire è stato il deputato del Movimento 5 Stelle Agostino Santillo, che ha definito il provvedimento “l’ennesima conferma dell’incapacità di un governo ormai ai titoli di coda”, sostenendo che il testo finisca per “certificare” che il Ponte non verrà realizzato.
Le critiche del M5S arrivano mentre il governo porta avanti il decreto con voto di fiducia e con un impianto che amplia il ricorso alle deroghe e alle strutture commissariali. camera +3
Secondo Santillo, il Paese starebbe vivendo una fase in cui “la deroga è diventata la regola”, con il ricorso a commissari straordinari anche per eventi come i campionati Europei di calcio.
Nella dichiarazione diffusa dopo il via libera parlamentare, l’esponente pentastellato collega il decreto a un quadro economico segnato da bollette elevate, pressione fiscale record e aumento della povertà.
Il Movimento 5 Stelle contesta in particolare l’impostazione del provvedimento sulle grandi opere e sostiene che servirebbe invece “un commissario per i danni che fa Salvini”. camera +3
Dl Infrastrutture approvato alla Camera: cosa prevede il testo
L’Aula della Camera ha approvato in via definitiva il dl Infrastrutture nel testo identico a quello già licenziato dal Senato. Il provvedimento, intitolato “Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni”, è passato con 160 voti favorevoli, 110 contrari e sette astensioni.
In un precedente passaggio parlamentare il decreto era stato votato con 186 sì, 105 no e tre astenuti, dopo l’arrivo in Aula con testo blindato e richiesta di fiducia da parte dell’esecutivo. camera +3
Il decreto è composto da 15 articoli rispetto agli 11 iniziali e interviene sul finanziamento di opere considerate prioritarie, oltre ad ampliare il ricorso ai commissari straordinari.
Uno dei punti centrali riguarda il Ponte sullo Stretto, che sarà posto sotto la supervisione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti invece che sotto quella di un supercommissario dedicato.
Il testo disciplina inoltre la procedura che il Mit dovrà seguire per conformarsi alle deliberazioni della Corte dei conti che avevano ricusato la delibera Cipess di approvazione del progetto definitivo. ilsole24ore +3
Il ruolo di Rfi e le opere ferroviarie collegate al Ponte
Tra le misure contenute nel decreto compare anche la nomina dell’amministratore delegato di Rfi come Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi ferroviari complementari al Ponte sullo Stretto.
La disposizione viene richiamata nel dossier elaborato dal Servizio studi della Camera e si inserisce nel quadro delle opere considerate funzionali al collegamento tra Sicilia e Calabria. ilsole24ore +3
Il decreto affronta anche altri temi infrastrutturali, comprese le procedure per l’affidamento della concessione dell’Autobrennero A22. Tuttavia il dibattito politico si è concentrato soprattutto sul Ponte e sul crescente utilizzo dei commissari straordinari per accelerare opere e procedure. Le opposizioni contestano il modello scelto dal governo, mentre la maggioranza difende il decreto come strumento necessario per velocizzare cantieri e investimenti strategici. frosinonenews +3




