EA Sports FC 26 gratis con Prime, ma Amazon Luna smantella i negozi esterni

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è una ventata di entusiasmo, certo, ma anche una doccia fredda per chi aveva riposto fiducia nel futuro del cloud gaming targato Amazon. Da un lato, l’annuncio che farà sorridere milioni di abbonati: il colosso dell’e-commerce ha infatti integrato EA Sports FC 26 – il simulatore calcistico che continua a battere i record di vendite nonostante il rebranding post-FIFA – nel catalogo incluso gratuitamente per i membri di Prime. Una mossa che, sulla carta, sembra regalare un’autentica perla ai videogiocatori occasionali. Nessun costo aggiuntivo per l’acquisto del Titolo, il quale solitamente raggiunge i settanta euro sul mercato, e nessuna barriera all’accesso per la componente online, quel multiplayer che in altre circostanze sarebbe stato vincolato a sistemi di abbonamento proprietari o a specifiche piattaforme.

Bambini e adulti possono dunque riversarsi sui campi virtuali del titolo EA – che vanta oltre ventimila calciatori autentici e modalità come la Carriera, il celebre Ultimate Team e il comparto Clubs – semplicemente collegandosi a Luna da un browser o da un dispositivo Fire TV. La fruizione, fluida e senza necessità di hardware dedicati, trasforma qualsiasi schermo in una potenziale console da salotto, sfruttando i server remoti per elaborare la grafica e restituire l’input al giocatore. Un’offerta che sembra quasi troppo bella per essere vera, se non fosse che nelle pieghe della stessa strategia aziendale si cela un ribaltamento altrettanto radicale per quanto riguarda la proprietà digitale.

L’addio agli store di terze parti e la fine di un’era

Amazon Luna, nella stessa tornata di aggiornamenti, ha comunicato una decisione che lascia interdetti molti early adopter del servizio. A partire dallo scorso 10 aprile, la piattaforma ha smesso ufficialmente di supportare l’acquisto di singoli videogiochi attraverso i negozi digitali esterni. Nello specifico, le integrazioni con i cataloghi di Electronic Arts, Ubisoft e GOG sono state rimosse dall’interfaccia, interrompendo di fatto la possibilità di giocare in streaming ai titoli già regolarmente acquistati su questi store o di procedere a nuovi acquisti sfruttando l’infrastruttura cloud di Amazon. Un vero e proprio dietrofront rispetto alla filosofia iniziale di Luna, che aveva tentato di distinguersi dalla concorrenza offrendo proprio questa flessibilità ibrida tra abbonamento e proprietà personale.

La doccia gelata, per chi si era costruito una libreria digitale affidandosi a questo sistema, arriverà il prossimo 10 giugno. Da quella data, i giochi precedentemente comprati tramite Luna non saranno più accessibili sulla piattaforma. Non ci saranno rimborsi per il valore speso, a differenza di quanto fece Google al momento del fallimento di Stadia; l’unica consolazione è rappresentata dalla possibilità di esportare i salvataggi di gioco per novanta giorni dopo la scadenza, sempre che questi file siano compatibili con le versioni native PC dei titoli.

Un modello in contrazione verso l’abbonamento puro

La decisione di Amazon sembra dettata da una razionalizzazione delle risorse, una scommessa tutta giocata sul carro dell’abbonamento incluso in Prime piuttosto che sulla vendita al dettaglio. Secondo quanto riportato dalla società, la maggior parte degli utenti accedeva già ai contenuti prevalentemente tramite la membership standard, giustificando così la chiusura delle “costose” integrazioni con i negozi terzi. Tuttavia, il messaggio che passa agli appassionati è chiaro e, per certi versi, spiazzante: nessuna libreria digitale personale è realmente al sicuro se legata a un servizio di streaming non proprietario. Chi utilizzava Luna per giocare a titoli acquistati su GOG o Ubisoft si ritrova ora costretto a traslocare su hardware locale, perdendo la comodità della nuvola.

La piattaforma si concentrerà d’ora in poi esclusivamente su due livelli di abbonamento: il livello Standard (gratuito per i membri Prime) e il livello Premium (a pagamento), che garantisce accesso a una selezione più ampia di giochi, tra cui appunto il nuovo EA Sports FC 26 e Madden NFL 26. Un ritorno a un modello simile a quello di Netflix dei videogiochi, dove l’utente paga per l’accesso temporaneo a un catalogo che ruota, senza alcuna pretesa di possesso perpetuo. Una scommessa coraggiosa, che ridimensiona drasticamente le ambizioni iniziali di Luna e lo consegna a un ruolo più defilato nel mercato, dove a farla da padrone rimangono i servizi di gaming in abbonamento.

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