Napoli-Verona 2-2, il pari che brucia e le polemiche dopo il fischio finale

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Un calco del piede sinistro di Maradona, donato da Stefano Ceci, campeggia all'ingresso del tunnel che conduce al campo, quasi a voler ricordare una magia che, ieri, è mancata. Non sono state, infatti, le mani di Dio a decidere l'esito della partita, bensì quelle di Buongiorno e di Hojlund, autori delle reti che hanno portato il Verona in vantaggio di due gol e che hanno costretto il Napoli a una rimonta faticosa, conclusasi sul 2-2. Un risultato che, se da un lato allunga a ventidue gare consecutive l'imbattibilità casalinga degli azzurri, dall'altro allontana sensibilmente la squadra dalle vette della classifica, in un campionato dove ogni punto lasciato per strada ha un peso specifico notevole. La grinta e la rabbia messe in campo nel secondo tempo, quando il Napoli è riuscito a riagganciare il match e ha persino sfiorato la vittoria, sono state offuscate da una sensazione di amarezza per le decisioni arbitrali, vissute come penalizzanti.

Le dichiarazioni di Conte e il caso arbitrale

Antonio Conte, pur mordendosi la lingua per non incorrere in sanzioni, non ha potuto trattenere del tutto la sua irritazione, ponendo una domanda paradossale ma significativa sull'episodio del pallone toccato con la mano da Hojlund. «Ma Hojlund doveva amputarsi la mano per non toccarla?», ha chiesto il tecnico, sottolineando come la sua squadra si sia sentita «obbligata ad accettare le decisioni» prese in campo, pur non condividendole. Una percezione che trova un contrappunto ufficiale nelle valutazioni dell'ambiente arbitrale, dove la prestazione del direttore di gara Marchetti è stata invece giudicata in modo diametralmente opposto.

La valutazione "ottima" dell'AIA e le reazioni

A osservare la prova dell'arbitro, ieri al Maradona, c'era infatti il designatore Rocchi, il quale ha assegnato un voto di 8,60 alla direzione di gara, classificata come «ottima» nella scala di giudizio utilizzata dall'AIA. La notizia, rilanciata dal giornalista Marco Giordano, ha inevitabilmente alimentato ulteriormente la discussione, creando uno scarto netto tra il giudizio tecnico dell'organismo arbitrale e la sensazione di aver subito un torto che aleggia nell'ambiente napoletano. Una divergenza di prospettive che si aggiunge al quadro di una serata già di per sé complicata sul piano sportivo.

La visione del Verona e il percorso in salita del Napoli

Dall'altra parte, il Verona ha colto un punto preziosissimo, dimostrando una solidità di gruppo che il difensore Bradaric ha sottolineato già durante l'intervallo. «Dobbiamo fare come nel primo tempo», aveva dichiarato a DAZN, evidenziando la necessità di mantenere la compattezza che aveva permesso alla squadra di controllare il gioco. Quel monito è stato in parte seguito, anche se la rimonta azzurra ha messo a dura prova il risultato. Per il Napoli, invece, il cammino appare ora più impervio, con questo pari che assume le sembianze di un'occasione mancata e che costringe a una riflessione approfondita, mentre la strada per recuperare terreno si fa più stretta.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.