Incendio a Monte Mario, evacuate 18 persone: si indaga su una ciabatta elettrica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le fiamme, che si sono sprigionate poco dopo le quindici e trenta di domenica 2 novembre, hanno trasformato un tranquillo pomeriggio autunnale in un scenario di emergenza in via Augusto Conti 73, nel quartiere di Monte Mario. L’incendio, divampato all’interno di un appartamento situato al pianterreno di una palazzina di due piani, ha costretto diciottto persone a un esodo forzato, abbandonando in fretta e furia le proprie abitazioni per mettersi in salvo; tre di loro, soccorse tempestivamente, hanno riportato intossicazione da fumo, ma per fortuna nessuna di esse ha subito ferite gravi. L’intervento immediato dei vigili del fuoco, i quali sono giunti sul posto con numerose squadre, è stato determinante per domare le fiamme e per prestare le prime cure a chi ne aveva bisogno, scongiurando così un esito ben più tragico.

L’operazione di soccorso e la messa in sicurezza

Oltre ai pompieri, il cui lavoro è stato fondamentale per circoscrivere il rogo che aveva avuto origine in un appartamento, sono intervenute anche pattuglie della polizia locale di Roma Capitale, le quali si sono adoperate per delimitare l’area e per garantire la sicurezza dei residenti durante le operazioni. La sala operativa sociale del Campidoglio e la Protezione civile, coordinate tra loro, hanno quindi attivato le procedure per l’assistenza abitativa temporanea, provvedendo a trovare una sistemazione di emergenza per i quattro nuclei familiari coinvolti, tutti di origine filippina, i cui appartamenti sono stati resi inagibili dal fumo e dalle operazioni di spegnimento.

Le prime ipotesi sulle cause del rogo

Sebbene le indagini tecniche siano ancora in corso per accertare con precisione la dinamica dell’evento, le prime ricostruzioni dei soccorritori farebbero risalire l’origine delle fiamme a un corto circuito verificatosi in una presa multipla, comunemente chiamata «ciabatta» elettrica, situata all’interno dell’appartamento al pianterreno da cui il fuoco si è poi propagato. Questo elemento, che viene considerato con attenzione dagli investigatori, appare come il probabile innesco di un incidente che ha messo a rischio l’incolumità di un intero stabile e che ha richiesto uno sforzo congiunto di tutte le forze in campo per essere gestito.

La gestione dell’emergenza abitativa

La macchina dei soccorsi, una volta estinto l’incendio e accertate le condizioni degli evacuati, si è concentrata sulla gestione delle conseguenze pratiche dell’evento, organizzando l’alloggio alternativo per coloro che non potranno fare immediato ritorno nelle proprie case. I diciotto sfollati, che al momento si trovano in strutture di fortuna messe a disposizione dal sistema di protezione civile, potranno rientrare solo dopo che saranno stati completati i necessari accertamenti sulla stabilità e sulla sicurezza dell’edificio, il quale ha subito danni significativi, soprattutto nel locale d’origine dell’incendio.

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