Scompare in val di Non don Flavio Paoli, missionario con trent’anni di Africa alle spalle
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Redazione Interno
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Sono 230 i soccorritori che da giorni setacciano senza sosta i boschi della val di Non, alla ricerca di don Flavio Paoli, il sacerdote 68enne scomparso lunedì 11 agosto dopo essere uscito per una passeggiata. L’area battuta – oltre 900 ettari tra Nanno, Dermulo, Taio e Tassullo – è stata ispezionata con ogni mezzo: dagli elicotteri ai droni, dai cani molecolari alle squadre a terra, che hanno scandagliato campagne, forre e corsi d’acqua senza trovare tracce dell’uomo.
L’ultimo contatto risale alle 20.30 della sera della scomparsa, quando Paoli, raggiunto al telefono dai familiari in apprensione, aveva ammesso di non sapere dove si trovasse. Poco dopo, la batteria del cellulare si è esaurita, interrompendo ogni possibilità di localizzarlo. Le ricerche si sono concentrate nella zona in cui è stato rilevato il segnale del dispositivo, un’area vasta con un raggio di oltre due chilometri, ma finora senza esito.
Missionario pavoniano, don Flavio ha trascorso gran parte della sua vita tra Eritrea, Burkina Faso e Nigeria, dove avrebbe dovuto fare ritorno dopo la consueta visita alla famiglia in Trentino. Uomo di fede ma anche “di strada”, come lo descrivono quelli che lo conoscono, aveva scelto di dedicarsi alle periferie del mondo, lontano dai riflettori. Ora è lui al centro di una mobilitazione che tiene col fiato sospeso la valle, mentre le ore passano e le speranze di ritrovarlo si assottigliano.




