Il principe George frequenterà l'Eton College come il padre William

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La scelta, dopo mesi di indiscrezioni e voci che si rincorrevano tra i salotti bene di Londra e le colonne dei tabloid, è stata ufficializzata da Kensington Palace: il principe George, primogenito dell'erede al trono e di Kate Middleton, a partire dal prossimo settembre siederà tra i banchi dell'Eton College.

Il ragazzo, che il 22 luglio spegnerà tredici candeline, si appresta così a seguire un percorso già ampiamente tracciato dalla sua famiglia, calpestando gli stessi corridoi che videro studente suo padre, il principe William, e suo zio, il principe Harry. Una decisione, quella di affidare il futuro re a questo storico collegio maschile, che mette fine a una serie di supposizioni relative a un possibile, seppur mai realmente concretizzatosi, strappo alla tradizione.

Un istituto d'élite a due passi da casa

La comunicazione ufficiale, giunta per bocca di un portavoce di Kensington Palace, ha confermato che George lascerà la Lambrook School, l'istituto privato che ha frequentato fino ad ora insieme ai fratelli Charlotte e Louis, per approdare a una delle scuole più prestigiose e influenti del Regno Unito. Eton, fondato nel lontano 1440 da re Enrico VI, non è solo un simbolo di educazione elitaria, ma rappresenta anche una scelta pragmatica per i principi del Galles.

La sua posizione, situata a pochi minuti d'auto da Forest Lodge, la residenza della famiglia nella tenuta reale di Windsor, garantirà al giovane George la possibilità di mantenere un forte legame con le mura domestiche, un aspetto che pare aver giocato un ruolo determinante nella decisione finale. Il regime di collegio, pur prevedendo il pernottamento in struttura, offre infatti una flessibilità tale da consentire frequenti ritorni a casa, bilanciando l'indipendenza della vita scolastica con la vicinanza alla famiglia.

Una tradizione che supera i dubbi

La scelta, per quanto lineare e in sintonia con la storia dei reali britannici, non era così scontata come potrebbe sembrare. Nelle settimane antecedenti l'annuncio, si era infatti parlato a lungo di un possibile dissenso tra i genitori, con Kate Middleton che avrebbe guardato con favore al Marlborough College, l'istituto misto che aveva frequentato lei stessa e che, per certi versi, avrebbe rappresentato un ambiente forse meno ieratico e più inclusivo rispetto al severo Eton.

Alla fine, tuttavia, ha prevalso la tradizione di famiglia, consolidata dalla presenza, tra gli ex alunni, anche di figure di spicco del calibro dello zio Harry e del Conte Spencer, fratello di lady Diana. Che la scelta fosse orientata verso l'istituto maschile per eccellenza, tuttavia, era nell'aria da tempo: una sorta di regola non scritta all'interno della famiglia Galles, che tende a far frequentare ai figli le stesse scuole dei genitori dello stesso sesso.

Un investimento da oltre 63mila sterline

Frequentare le aule di Eton, dove venti primi ministri britannici hanno mosso i loro primi passi nel mondo della politica, ha ovviamente un costo che è direttamente proporzionale al prestigio dell'istituto. La retta annuale, stando a quanto reso noto, si aggira intorno alle 63mila sterline, una cifra che supera abbondantemente i 73mila euro e che rappresenta solo una parte delle spese vive, alle quali vanno aggiunte le divise su misura, le attività extracurriculari e i trasporti.

Un esborso significativo, che per la famiglia reale rappresenta tuttavia un investimento sulla formazione del futuro sovrano, inserito in un contesto che annovera tra i suoi ex studenti non solo statisti, ma anche intellettuali del calibro di George Orwell, Ian Fleming e John Maynard Keynes.

Il principe George entrerà così a far parte di un'élite ristrettissima, pronta a plasmarlo per il ruolo che lo attende, in un percorso che lo vedrà per la prima volta separato dai fratelli Charlotte e Louis, i quali proseguiranno invece il loro cammino formativo altrove.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.