Trump accusa i democratici per la frenata del Pil, ma i numeri del quarto trimestre deludono le attese

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’economia americana ha chiuso il 2025 con un segno meno rispetto alle rosee aspettative, e il presidente Donald Trump, tornato alla Casa Bianca, ha già individuato i responsabili di questo rallentamento, che appare in controtendenza rispetto ai dati del trimestre precedente. Il dato sul Prodotto Interno Lordo, diffuso nelle scorse ore dal Bureau of Economic Analysis, fotografa una crescita annualizzata dell’1,4% per il quarto trimestre, un passo decisamente inferiore al vivace +4,4% registrato tra luglio e settembre e, soprattutto, un valore che si colloca ben al di sotto del 2,5% pronosticato dagli analisti -2-5. Su base annua, il Pil si attesta a +2,2%, in calo rispetto al +2,8% del 2024. Numeri che, oggettivamente, pongono un interrogativo sulla solidità della ripresa, ma che il leader repubblicano ha prontamente ricollegato a una causa politica specifica, scaricando le colpe sull’opposizione. In un post pubblicato su Truth Social, la sua piattaforma social, il presidente ha puntato il dito contro quella che lui definisce la “paralisi dei democratici”, riferendosi allo shutdown del governo federale durato 43 giorni e conclusosi solo a metà novembre, un periodo di fermo amministrativo che, a suo dire, avrebbe sottratto “almeno due punti di Pil” all’intera economia nazionale.

L’analisi dei dati, nel dettaglio, mostra un quadro più complesso di una semplice battuta d’arresto congiunturale, e la reazione di Trump non si è limitata alla mera attribuzione di responsabilità per il passato. Se è vero che la contrazione della spesa pubblica e il calo delle esportazioni hanno inciso sulla performance negativa del trimestre, il presidente ha colto l’occasione per rilanciare le sue storiche critiche alla politica monetaria della Federal Reserve, definendo il suo presidente, Jerome Powell, “il peggiore” e tornando a chiedere a gran voce “tassi di interesse più bassi” per sostenere il motore economico -1. L’attacco a Powell, reo di essere troppo lento nel tagliare il costo del denaro secondo la visione della Casa Bianca, si inserisce in un clima di crescente tensione tra l’esecutivo e l’istituto centrale indipendente, soprattutto alla luce di un altro dato preoccupante emerso dal rapporto: l’inflazione. L’indice Pce core, quello preferito dalla Fed per le sue valutazioni, ha segnato a dicembre un incremento dello 0,4% su base mensile, portando la crescita annua al 3%, in accelerazione rispetto ai mesi precedenti e al di sopra delle stime -2.

Il fantasma dello shutdown e il nuovo braccio di ferro sulla sicurezza nazionale

La motivazione addotta da Trump per spiegare il raffreddamento del Pil, ovvero i 43 giorni di paralisi amministrativa voluta, secondo la sua narrazione, dall’opposizione, non si limita però a un discorso meramente economico o a una resa dei conti con i numeri del passato. Il riferimento allo shutdown, infatti, si intreccia pericolosamente con una nuova e attuale crisi istituzionale che sta mettendo a dura prova il dipartimento per la Sicurezza nazionale, rimasto senza fondi ormai da una settimana. Il motivo di questa nuova impasse, come ha spiegato lo stesso Trump in un passaggio del suo intervento su Truth, risiede nello scontro in corso sulle riforme richieste dai democratici all’indomani della morte di due cittadini americani, avvenuta nel corso di violente operazioni condotte da agenti federali in Minnesota -1. Una situazione, questa, che dimostra come il tema della sicurezza interna e della spesa pubblica a essa collegata sia diventato un terreno di scontro politico immediato e incandescente, con il presidente che legge questa nuova paralisi come una prosecuzione della precedente, una sorta di “shutdown in forma ridotta” che continua a pesare, nelle sue intenzioni comunicative, sulla fiducia degli operatori economici.

I riflessi di questa frenata, al di là delle attribuzioni di colpa e delle tensioni politiche, iniziano a produrre effetti concreti sul sentiment di imprese e consumatori, sebbene il dato sul Pil non sia che la punta di un iceberg fatto di spesa per consumi, investimenti e bilancia commerciale. L’aumento della spesa per consumi e di alcuni investimenti, che pure hanno contribuito parzialmente a limitare il crollo, non è stato sufficiente a compensare il drastico calo delle esportazioni e la diminuzione della spesa pubblica, quest’ultima inevitabilmente legata ai giorni di stop forzato delle amministrazioni -2. In questo scenario di rallentamento e di inflazione che torna a correre, la promessa di una nuova età dell’oro per l’economia a stelle e strisce, sbandierata durante la campagna elettorale e nei primi mesi del secondo mandato, si scontra con la realtà dei numeri e con una Federal Reserve che, almeno per il momento, non sembra intenzionata ad assecondare le pressioni della Casa Bianca per un allentamento monetario che potrebbe ulteriormente alimentare le fiamme dei prezzi.

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Description: Il Pil Usa rallenta all’1,4% nel quarto trimestre 2025, deludendo le attese. Trump accusa i democratici per lo shutdown e torna a criticare la Fed sui tassi.

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