Rabiot non chiude al Milan: "Se mi chiama Allegri, sono pronto a parlarne"
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Redazione Sport
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Adrien Rabiot, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha lasciato intendere che un ritorno in Serie A, sotto la guida di Massimiliano Allegri, non sarebbe un’ipotesi da scartare. Il centrocampista francese, attualmente al Marsiglia dopo cinque stagioni alla Juventus, ha ammesso di avere un rapporto privilegiato con l’allenatore livornese, con cui ha condiviso tre anni a Torino. "Quando Giovanni Rossi lo chiama, mi dice di andare a parlare con mio papà", ha rivelato, riferendosi ad Allegri con un tono quasi familiare. "Lo apprezzo come persona e ha una mentalità vincente. Se mi cerca, sono sempre disponibile a confrontarmi con lui".
Le sue parole suonano come un’apertura concreta verso il Milan, dove Allegri è appena approdato per ricostruire una squadra che punta a tornare competitiva. Rabiot, che costa "solo" 10 milioni di euro – una cifra accessibile per un giocatore della sua esperienza – potrebbe essere uno dei primi colpi di mercato del nuovo corso rossonero, guidato in regia dal direttore sportivo Igli Tare.
Ma dietro la disponibilità al dialogo, c’è anche una netta presa di distanza dalla Juventus. Rabiot non ha usato mezzi termini per criticare l’operato di Cristiano Giuntoli, ex dirigente bianconero, accusandolo di non aver fatto abbastanza per trattenerlo. "Motta mi voleva, Giuntoli meno", ha dichiarato, sottolineando come la mancanza di volontà da parte del club lo abbia spinto verso l’addio. Un addio che, a suo dire, si è rivelato una scelta giusta: "Avete visto la Juve? Ho avuto ragione ad andare via, non volevo continuare in quelle condizioni".




