Salvini sotto accusa per il caso Open Arms, chiesti oltre un milione di euro di risarcimento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il caso Open Arms, che vede Matteo Salvini imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d'ufficio, continua a far discutere. Durante l'udienza presso il tribunale di Palermo, le parti civili hanno richiesto un risarcimento complessivo di oltre un milione di euro. Tra i richiedenti ci sono alcuni dei migranti che furono trattenuti a bordo della nave per 19 giorni nell'agosto del 2019, oltre a Legambiente e Arci, che si sono costituite parte civile.

L'avvocato Michele Calantropo, rappresentante di Arci Sicilia, ha sottolineato come le norme di solidarietà e quelle internazionali avrebbero imposto lo sbarco immediato dei migranti. Secondo l'accusa, Salvini avrebbe agito con una condotta disumana, dettata da motivazioni politiche ed elettorali, sacrificando la dignità dei naufraghi.

La vicenda risale all'agosto del 2019, quando la nave Open Arms, dell'omonima ONG spagnola, soccorse 147 migranti nel Mediterraneo. Nonostante le pressioni internazionali e le condizioni critiche a bordo, Salvini, allora ministro dell'Interno, impedì lo sbarco dei migranti per quasi tre settimane. Questa decisione scatenò un acceso dibattito politico e mediatico, con numerose critiche rivolte al ministro.

Il processo, che vede Salvini come unico imputato, è stato più volte rinviato, ma le richieste di risarcimento avanzate dalle parti civili rappresentano un ulteriore capitolo di questa complessa vicenda giudiziaria.

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