Portici, si cerca da giorni Suamy Rispoli: la 16enne non fa ritorno dopo la scuola
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Redazione Interno
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Un velo di ansia, che si ispessisce con il passare delle ore, grava sulla città di Portici, dove da quattro giorni non si hanno notizie di Suamy Rispoli. La sedicenne, ospite di una struttura protetta per minori, ha interrotto ogni contatto a partire dal pomeriggio di martedì 2 dicembre, dopo aver seguito regolarmente le lezioni al liceo. Il suo telefono, attivo fino alle 14.30 circa, è da allora spento o irraggiungibile, lasciando un vuoto inquietante che ha spinto la direzione della casa famiglia a denunciare immediatamente l’allontanamento alle autorità competenti. La notizia della sparizione, tuttavia, ha cominciato a circolare pubblicamente solo dopo il disperato appello diffuso sui social network da Jole Masilici, la madre della ragazza, alla quale – in un provvedimento di gennaio 2025 – il Tribunale per i minorenni ha sospeso la potestà genitoriale.
Il messaggio all'amica e le ricerche delle forze dell'ordine
L’unico, flebile segnale emerso dopo la scomparsa risale al giorno successivo, quando Suamy avrebbe inviato un messaggio a un’amica. In quelle poche righe, la cui autenticità è oggetto di verifica da parte degli investigatori, la giovane avrebbe esortato la conoscente a non preoccuparsi e, soprattutto, a non cercarla. Un elemento, questo, che – se confermato – aggiunge ulteriore complessità a una vicenda già intricata, suggerendo una volontà di sottrarsi volontariamente alla rete di protezione istituita attorno a lei. I carabinieri, coadiuvati dalle unità specializzate, stanno setacciando il territorio con perquisizioni e controlli, mentre gli accertamenti si estendono anche oltre i confini regionali, nella speranza di intercettare un movimento, un passaggio, qualcosa che possa spezzare questo silenzio.
Il quadro giuridico e il contesto familiare
La situazione personale di Suamy Rispoli, del resto, appare segnata da una significativa fragilità familiare. L’affidamento alla casa famiglia non è stato una scelta dettata da circostanze occasionali, bensì il risultato di un provvedimento giudiziario che, nei primi mesi del 2025, ha ritenuto necessario allontanarla dalla madre. La sospensione della potestà genitoriale, misura estrema e non adottata con leggerezza dai tribunali minorili, delinea un contesto pregresso di difficoltà, di cui le indagini dovranno necessariamente tenere conto per tracciare un quadro motivazionale completo. La stessa madre, pur nella sua condizione giuridica attuale, si è esposta in prima persona con un accorato appello pubblico, dimostrando un legame che le vicende legali non hanno cancellato.
Le indagini proseguono senza sosta
Sul tavolo degli investigatori, ad oggi, non vi sono elementi che indichino con chiarezza una direzione piuttosto che un’altra. Si esaminano meticolosamente le ultime ore note della sua giornata, i percorsi consueti, le frequentazioni e le dinamiche all’interno della struttura che la ospitava. La cronaca nera, purtroppo, offre spesso casi in cui le fughe volontarie di minori vulnerabili si intrecciano con rischi altissimi, di sfruttamento o di coinvolgimento in circuiti pericolosi. Per questo, l’attività di ricerca – che procede senza sosta, scandita da briefing e verifiche incrociate – assume un carattere di assoluta priorità, nella consapevolezza che il fattore tempo possa essere decisivo per garantire l’incolumità della sedicenne.




