L’automobile nella crisi: i rincari record e il paradosso della transizione secondo Quattroruote
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Redazione Economia
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Alessandro Lago, alla sua prima uscita come direttore di Quattroruote, dedica il numero di ottobre a una riflessione articolata e necessaria sul mondo dell’automobile, invitando a osservarla con uno sguardo che vada al di là delle semplici contrapposizioni ideologiche.
Il paradosso dell'auto nell'editoriale di Lago
Nel suo editoriale, intitolato "Essere per l'automobile", Lago tratteggia un settore costantemente sotto accusa, bersagliato da critiche che, se da un lato ne evidenziano l’impatto ambientale e l’ingombro nello spazio urbano, dall’altro non possono ignorarne il ruolo di pilastro portante per l’economia continentale. Emerge un paradosso stringente: mentre si discute animatamente sul suo futuro, che molti vorrebbero elettrico ma il cui costo elevato frena l’acquisto, milioni di persone continuano a dipenderne quotidianamente, trovandosi a navigare in un mare di slogan che, polarizzando il dibattito, offrono poche soluzioni concrete ai problemi reali.
I dati impietosi del Rapporto Quattroruote sui rincari
A confermare questa complessa situazione, giungono i dati impietosi del Rapporto Quattroruote, che fotografano una spirale di rincari senza precedenti. I listini delle vetture nuove, infatti, hanno subito un’impennata del 37% a partire dal 2019, un incremento che ha drasticamente ridotto le possibilità di scelta per chi dispone di un budget contenuto. Se nel 2015, escludendo le promozioni temporanee, un acquirente poteva valutare ben trentatré modelli sotto la soglia dei quindicimila euro, oggi ne resta in listino uno soltanto, un dato che la dice lunga sull’accessibilità ormai compromessa. A questo si aggiungono i costi di gestione, che gravano ulteriormente sul bilancio delle famiglie: carburanti, riparazioni, pedaggi e imposte hanno registrato aumenti a doppia cifra, erodendo il potere d’acquisto in maniera sensibile.
La crescente difficoltà economica degli automobilisti
L’analisi, sviluppata nell’indagine sugli italiani e l’auto, delinea una condizione generale di crescente difficoltà economica e di frustrazione tra gli automobilisti, i quali si scoprono notevolmente più poveri rispetto alle generazioni che li hanno preceduti. Il caso emblematico della Fiat Panda, che in un decennio è passata da un prezzo di listino inferiore agli undicimila euro agli attuali minimi di quindicimila, è solo la punta di un iceberg fatto di spese sempre più insostenibili. Si tratta di un deterioramento progressivo che non accenna ad arrestarsi e che costringe a rivedere completamente le proprie abitudini di mobilità, mentre il mercato propone veicoli tecnologici ma dal costo proibitivo.
La nuova Jeep Compass e le sfide per il mercato
La copertina della rivista, dedicata alla nuova Jeep Compass di terza generazione, sembra voler indicare una possibile direzione, sebbene riservata a una fascia di mercato medio-alta. Il modello, che cresce in dimensioni sia esterne che negli spazi abitabili, propone una gamma di powertrain molto diversificata, spaziando dalla trazione elettrica pura ai sistemi ibridi, senza però rinunciare alla sua vocazione per il fuoristrada. Una varietà di soluzioni tecniche che, se da un lato dimostra la vitalità della ricerca industriale, dall’altro riflette la complessità di un’offerta che deve conciliare innovazione, prestazioni e, non ultimo, le tasche di chi quell’auto deve comprarla.




