Smantellata una rete di truffe agli anziani, undici misure cautelari tra Veneto e Campania
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Redazione Interno
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All'alba di venerdì 28 novembre, un'operazione coordinata dalla Polizia di Stato di Padova ha portato allo smantellamento di un'organizzazione criminale dedita a estorsioni e truffe a danno di persone anziane, un blitz che ha visto impegnati cento agenti tra il Veneto e la Campania. Su disposizione del gip del Tribunale di Padova, sono state eseguite undici misure cautelari, richieste dalla Procura della Repubblica ebornata, che hanno colpito i presunti componenti del sodalizio, i quali, secondo le indagini, agivano con un modus operandi spietato e collaudato. Le vittime, selezionate per la loro vulnerabilità, venivano agganciate con telefonate provenienti da Napoli, effettuate con schede anonime e intestate a nominativi inesistenti, per essere precipitate in un incubo costruito ad arte.
Il meccanismo della paura
La tecnica, nota come quella del ‘finto maresciallo’ o del ‘finto avvocato’, si basava sulla simulazione di una grave emergenza familiare. Un individuo, spacciandosi per un appartenente alle forze dell'ordine o per un legale, informava l'anziano che un suo congiunto aveva causato un incidente stradale con feriti gravi, richiedendo immediatamente un ingente risarcimento in denaro contante o in gioielli per evitare l'arresto del familiare. Questo meccanismo, che sfruttava abilmente lo stato di shock e preoccupazione, consentiva ai malfattori di prosciugare i risparmi di intere vite, agendo con una freddezza che non lasciava spazio a esitazioni.
La regia camorristica e il blitz
Le indagini, avviate nel 2024 a seguito di una serie di episodi analoghi verificatisi nel padovano, hanno rapidamente ricostruito i legami dell'associazione, guidata da un 32enne già noto per reati di stampo mafioso. Il soggetto, legato a un noto clan camorristico operante nel Rione Forcella di Napoli, è ritenuto il capo promotore del gruppo, i cui membri vantano precedenti per una vasta gamma di illeciti, dalla truffa allo spaccio di stupefacenti fino al tentato omicidio. L'operazione, scattata alle quattro del mattino, ha visto la squadra mobile della Questura di Padova lavorare a stretto contatto con i colleghi di Napoli, perquisendo abitazioni e sequestrando prove in entrambe le regioni, dove si sono consumati gli episodi delittuosi.
Il profilo criminale e il bottino
Oltre alle undici misure cautelari, che includono la custodia in carcere per il presunto leader, le forze dell'ordine hanno recuperato parte del maltolto, costituito da contanti e gioielli sottratti alle vittime con l'inganno. L'indagine ha messo in luce un'organizzazione solida e ramificata, i cui componenti, sebbene operassero a distanza, mostravano una notevole coesione criminale, confermata dai loro curriculum giudiziari che parlano di associazione per delinquere e reati contro il patrimonio. La metodologia, pressoché identica in ogni azione, dimostrava una regia unica e un addestramento specifico volto a massimizzare il profitto e a minimizzare i rischi, sfruttando la paura e l'affetto dei bersagli designati.




