Meloni: "Moody's rivista in positivo dopo 25 anni, segnale che il declino non è inevitabile"
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Redazione Economia
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Bologna, 27 mag – "Moody's ha rivisto in positivo il giudizio sull'Italia, cosa che non accadeva da un quarto di secolo". Con queste parole, Giorgia Meloni ha commentato la decisione dell'agenzia di rating, interpretandola come una svolta rispetto alla narrazione di un Paese condannato al declino. "Spesso si è ragionato – ha aggiunto – come se l'Italia fosse irrimediabilmente indietro, come se invertire la rotta fosse impossibile".
Il governo, secondo la premier, ha lavorato per "restituire alla nazione la centralità che le spetta nello scacchiere globale", perseguendo una strategia economica basata su "serietà, efficacia e una visione di lungo termine". Un approccio che, nonostante le difficoltà persistenti, comincerebbe a dare risultati tangibili. L'outlook migliorato da "stabile" a "positivo" – pur mantenendo il rating al livello minimo dell'investment grade (Baa3) – viene letto come un primo riconoscimento degli sforzi compiuti.
Moody's, del resto, non opera revisioni affrettate. L'ultimo upgrade risaliva al 1999, un'epoca in cui l'Italia sembrava poter contare su una crescita solida e su prospettive incoraggianti. Oggi, in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e rallentamenti economici, il cambio di valutazione assume un significato particolare. Non si tratta ancora di un miglioramento del giudizio complessivo, ma di un segnale che le politiche adottate potrebbero, nel tempo, consolidare la ripresa.
Sul piano dei conti pubblici, resta una partita aperta. L'Italia, che vanta uno dei debiti più alti d'Europa, dovrà dimostrare di saper conciliare disciplina fiscale e sostegno alla crescita. La strada è lunga, e le critiche non mancano. Ma per la prima volta dopo anni, c'è chi – al di là delle divisioni politiche – comincia a intravedere una possibilità di riscatto.




