Lorenzo Pernici cancella Fiasconaro: dopo 53 anni cade il record italiano degli 800 metri
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Redazione Sport
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Una serata storica per l'atletica italiana, quella di ieri venerdì 3 luglio, ha segnato la fine di un'era che sembrava destinata a non chiudersi mai. Dopo 53 anni, infatti, è stato finalmente battuto il record italiano degli 800 metri, un primato che portava la firma indelebile di Marcello Fiasconaro e che resisteva da quel lontano 27 giugno 1973.
A compiere l'impresa, sulla pista del meeting di Nancy, in Francia, è stato Francesco Pernici, ventitreenne di Esine (in provincia di Brescia) ma tesserato per le Fiamme gialle, che ha fermato il cronometro sul tempo di 1’43”60, limando quel soffio leggero ma decisivo che separava il suo nome da quello del mitico predecessore.
Il primato che sembrava eterno
Il vecchio record, stabilito da Marcello Fiasconaro nell'indimenticabile serata dell'Arena di Milano, recitava 1’43”7 con cronometraggio manuale, all'epoca valido anche come record del mondo. Un muro, quello italiano, che aveva resistito per 19.364 giorni, ovvero poco più di cinquantatré anni meno una settimana, sfidando generazioni di mezzofondisti che si erano avvicinati senza mai riuscire a scalfirlo. la prestazione di Fiasconaro, va ricordato, venne superata a livello globale tre anni dopo dal cubano Alberto Juantorena, ma nei confini tricolori nessuno era mai riuscito a eguagliare o superare quella prestazione, fino alla corsa di Pernici che ha ribaltato una gerarchia che pareva cristallizzata nella storia dell'atletica leggera italiana. Un primato che sembrava imbattibile, e che invece ieri sera ha ceduto il passo alla giovane età e alla determinazione del corridore lombardo.
La notte di Nancy e la reazione del giorno dopo
La gara francese ha regalato un epilogo tesissimo, con Pernici capace di gestire il ritmo e di piazzare l'allungo decisivo negli ultimi metri, quel tanto che basta per scendere sotto il muro dei secondi che contano davvero. L'atleta, nato a Esine ma residente a Niardo, che svolge gran parte degli allenamenti a Darfo Boario, ha così trasformato una serata di meeting in un appuntamento con la storia, regalando all'atletica italiana un nuovo punto di riferimento.
Il giorno seguente, come racconta lui stesso, il telefono non ha smesso di vibrare: circa duecentocinquanta notifiche su Whatsapp hanno accolto il suo risveglio, a testimonianza dell'eco che un'impresa del genere è capace di generare. Lui, dal canto suo, ha voluto subito dedicare il pensiero a chi lo ha avvicinato a questo mondo, ricordando il nonno che lo portò sulle piste da bambino e che fece nascere l'amore per l'atletica all'età di dieci anni.
Un soffio che vale una vita sportiva
La differenza tra il vecchio e il nuovo primato è minima, quasi impercettibile se letta in termini cronometrici: 1’43”70 contro 1’43”60, un decimo di secondo che in realtà racchiude decenni di tentativi, di avvicinamenti, di speranze accarezzate e poi svanite. Proprio questa distanza così esigua rende ancora più epica l'impresa di Pernici, che ha dovuto limare il tempo metro dopo metro, curva dopo curva, in una gara perfetta dal punto di vista tattico e fisico. il suo tempo, sebbene ottenuto con sistemi di rilevazione moderni e quindi non perfettamente sovrapponibili alla rilevazione manuale degli anni Settanta, rappresenta un dato oggettivo che entra di diritto negli annali della disciplina.
L'addio a un monumento dell'atletica
Con il nuovo primato, viene meno uno dei record più longevi dello sport italiano, un simbolo che per molti appassionati rappresentava un legame quasi nostalgico con un'epoca d'oro dell'atletica. Fiasconaro, con la sua corsa leggendaria all'Arena di Milano, aveva inciso un solco profondo nella memoria collettiva, e il suo tempo era diventato un metro di paragone inossidabile per ogni mezzofondista italiano che si affacciasse sulla distanza.
Ora quel solco viene riempito da un nuovo nome, quello di Francesco Pernici, che si prende la scena con la naturalezza di chi ha saputo attendere il momento giusto e sfruttarlo al meglio. Una notizia che non rappresenta solo un aggiornamento statistico, ma una pagina nuova che si apre per l'atletica italiana, con un giovane atleta destinato a diventare il punto di riferimento per gli anni a venire.




