Cina condanna la tappa del presidente di Taiwan alle Hawaii
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Redazione Esteri
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La Cina ha espresso una ferma condanna per la sosta del presidente di Taiwan, William Lai, alle Hawaii, durante il suo primo viaggio all'estero. Un portavoce del ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che Pechino ha presentato proteste formali agli Stati Uniti, opponendosi a qualsiasi forma di interazione ufficiale tra gli USA e la regione di Taiwan. La Cina considera Taiwan una provincia ribelle da riunificare, anche con la forza se necessario, e si oppone a qualsiasi viaggio del leader taiwanese negli Stati Uniti, indipendentemente dal nome o pretesto utilizzato.
Nel frattempo, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha approvato una possibile vendita militare estera al Taipei Economic and Cultural Representative Office, comprendente pezzi di ricambio e supporto per velivoli F-16 e radar Active Electronically Scanned Array, per un costo stimato di 320 milioni di dollari. La Defense Security Cooperation Agency ha notificato al Congresso questa possibile vendita, sottolineando l'importanza del supporto militare a Taiwan.
Durante la sua visita a Pearl Harbour, nelle Hawaii, William Lai ha ribadito l'importanza di prevenire la guerra, affermando che "la pace non ha prezzo e la guerra non ha vincitori". Lai ha sottolineato la necessità di combattere insieme per prevenire conflitti, durante una visita all'Uss Arizona Memorial. Le dichiarazioni del presidente taiwanese arrivano in un momento di crescente tensione tra Pechino e Washington, con la Cina che continua a monitorare attentamente le sanzioni occidentali contro la Russia per capire come aggirare eventuali misure simili in caso di conflitto per Taiwan.
In questo contesto, la Cina ha ribadito la sua opposizione a qualsiasi forma di sostegno degli Stati Uniti ai separatisti per l'indipendenza di Taiwan e alle loro attività separatiste.




