Il Milan affonda, Salvini attacca la società: "Non c'è passione, solo business"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La stagione del Milan, che sembrava poter riservare qualche soddisfazione dopo la vittoria della Supercoppa italiana, si è trasformata in un disastro su più fronti. L’ultimo colpo, forse il più amaro, è arrivato ieri sera nella finale di Coppa Italia contro il Bologna, dove i rossoneri non sono riusciti a impensierire una squadra che, pur meno blasonata, ha dimostrato maggiore determinazione.
Il Bologna, che non sollevava un trofeo da decenni, ha dominato soprattutto nel secondo tempo, lasciando al Milan appena qualche vago accenno di reazione. Un’immagine che riassume bene l’intera annata: in Serie A la corsa scudetto è svanita da tempo, in Champions League l’avventura è stata breve, e ora anche la Coppa Italia è sfumata senza gloria.
A commentare la débâcle è intervenuto Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e tifoso storico del Diavolo, che non ha risparmiato critiche alla proprietà. "Ha vinto chi aveva più fame e chi ha una società alle spalle", ha detto a Telelombardia, sottolineando come il Bologna abbia meritato il successo senza discussioni. "L’avessimo vinta noi – ha aggiunto – qualcuno avrebbe detto che è stata una stagione accettabile, ma con l’Inter in finale di Champions sarebbe stata una presa in giro".
Le sue parole si sono fatte ancora più dure a margine di un evento in Senato: "Triste per la sconfitta? No, sono deluso da una società inesistente. Una partita la puoi perdere, ma quando mancano passione e progetto, resta solo il business, e la poesia svanisce". Un riferimento chiaro alla gestione RedBird, accusata di guardare più ai bilanci che al campo.
Non è mancato neppure un siparietto fuori da Montecitorio, dove alcuni tifosi bolognesi hanno ironizzato cantando "È andata così così" all’indirizzo di Salvini. Il leader leghista, però, ha reagito con sportività: "Bravi, l’avete meritata".




