Tragedia a Misterbianco, la madre confessa l'omicidio della figlia di sette mesi
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Redazione Interno
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Maria Rosa, la donna che due giorni fa ha ucciso la figlia di sette mesi lanciandola dal terzo piano della propria abitazione a Misterbianco, in provincia di Catania, ha confessato senza esitazioni davanti al magistrato. La ricostruzione dei carabinieri, basata anche sulle dichiarazioni dei testimoni, conferma che l’atto è avvenuto nel primo pomeriggio di lunedì 29 aprile, mentre il padre della piccola, ricoverato per lo choc, è stato dimesso dall’ospedale.
Quello che rende ancora più straziante la vicenda è il ruolo del fratellino di sette anni, il quale, secondo quanto emerso, avrebbe tentato invano di fermare la madre. La donna, quarantenne, era già seguita dai servizi sociali e in cura presso il Dipartimento di salute mentale dell’Asp per una grave depressione post partum. Le indagini, tuttavia, non lasciano dubbi sulla dinamica: in un momento di crisi, avrebbe afferrato la bambina e l’avrebbe scaraventata nel vuoto.
Tra i primi ad accorrere sul posto c’era Antonio Condorelli, un farmacista della zona, che ha raccontato di aver sentito le urla disperate del bambino più grande. "Era un vocio diverso dal solito – ha spiegato –, un grido isterico, come di chi cerca disperatamente aiuto". Un altro testimone, intervistato da Mattino 4, ha descritto la scena con parole che tradiscono lo sgomento: "Quando ho visto la piccola a terra, credevo fosse stata investita. Poi ho capito".




