Ritorno in scena dei CCCP a Bologna, tra polemiche e proteste
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il ritorno in scena dei CCCP-Fedeli alla linea, storica band punk-rock italiana, ha suscitato un'ondata di polemiche e proteste. Il gruppo, dopo una serie di eventi e concerti, tra cui tre date sold out all’Astra Kulturhaus di Berlino e l’uscita dell’album live inedito “Altro Che Nuovo Nuovo”, torna sulle scene live in Italia con il tour “In FEDELTÀ la LINEA c’è”.
Il concerto e le polemiche
Il concerto, previsto per il 21 maggio in Piazza Maggiore a Bologna, ha sollevato una serie di questioni. Il costo del biglietto, fissato a 50 euro, ha scatenato una serie di commenti indignati, tra cui quello del noto critico musicale Ivan Carozzi. Inoltre, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, è stato accusato di aver svenduto la piazza per un evento privato a pagamento.
La reazione dei collettivi universitari
I collettivi universitari hanno risposto alle polemiche annunciando "l'autoriduzione" del biglietto, sottolineando che la "gratuità è la linea". Questa mossa è stata vista come un modo per parafrasare i CCCP stessi, noti per il loro impegno sociale e politico.
La posizione della sinistra
La decisione di chiudere Piazza Maggiore per l'evento ha suscitato anche l'irritazione della sinistra, maggioritaria a Bologna. Hanno chiesto al sindaco dem Matteo Lepore una riflessione sul fatto che uno spettacolo a pagamento si svolga in una piazza pubblica.
Il ritorno dei CCCP
Nonostante le polemiche, il ritorno dei CCCP-Fedeli alla linea sulle scene live in Italia è un evento significativo. Dopo la mostra “Felicitazioni! CCCP – Fedeli alla linea 1984-2024” presso i Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia e il “Gran Gala Punkettone di parole e immagini” al Teatro Romolo Valli, la band è pronta a tornare sul palco, portando con sé l'energia e l'impegno che li hanno sempre contraddistinti.




