Fabrizio Corona a Galatina, blitz tra polemiche dopo il pestaggio del 17enne
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’arrivo di Fabrizio Corona a Galatina, nel Salento, ha alimentato ulteriormente la tensione già alta per il caso del 17enne tunisino aggredito da una baby gang mercoledì scorso nella stazione ferroviaria. L’ex re dei paparazzi, che aveva preannunciato la sua visita sui social pubblicando i nomi di alcuni dei minori coinvolti, si è recato a Noha, frazione del comune leccese, con l’intenzione – a suo dire – di confrontarsi con i presunti responsabili.
La dinamica dell’aggressione, ripresa in un video poi diffuso online, mostra un gruppo di adolescenti che colpisce ripetutamente la vittima, mentre alcune ragazze filmano ridendo. Le immagini, circolate rapidamente sui social prima di essere rimosse, hanno scatenato indignazione, spingendo la madre del giovane a denunciare i danni fisici e psicologici subiti dal figlio. Non è la prima volta che la stessa banda di minorenni – alcuni dei quali nemmeno quattordicenni – finisce sotto accusa per episodi violenti: poche settimane fa un altro ragazzo disabile, di 16 anni, era stato picchiato e umiliato in un filmato diventato virale.
Corona, dopo aver postato una foto accanto al cartello d’ingresso di Noha con la scritta «Ops, siamo venuti a prenderli», ha cercato di raggiungere l’abitazione di uno degli aggressori, trovandosi però al centro di un alterco con alcuni residenti. L’intervento, più mediatico che concreto, ha diviso l’opinione pubblica: c’è chi lo accusa di strumentalizzare la vicenda e chi, invece, gli riconosce il merito di aver riportato l’attenzione su un fenomeno – quello delle baby gang – sempre più radicato in alcune aree del Paese.




