Messi e quel rigore sbagliato: l’Argentina vola agli ottavi, ma l’ex portiere protesta
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Redazione Sport
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Lionel Scaloni, commissario tecnico dell’Argentina, ha risposto con una certa ironia a chi gli chiedeva perché non schieri insieme Lautaro Martínez, Julián Álvarez e, ovviamente, Lionel Messi. “Adoro tutti e tre, ma se giocano loro tre, poi chi difende?”, ha detto a caldo, al termine della vittoria per 2-0 contro l’Austria a Dallas.
Una partita, quella valida per il terzo turno del Mondiale 2026, che ha regalato all’Albiceleste la qualificazione anticipata agli ottavi di finale e un’altra notte da protagonista assoluto per il dieci, capace di cancellare con due reti l’errore dal dischetto che aveva aperto la serata nel modo più inaspettato.
Il rigore sbagliato e la doppietta che vale il record
Dopo appena nove minuti, l’arbitro assegna un calcio di rigore all’Argentina. Sul dischetto si presenta Messi, come sempre, ma il destro a giro si spegne fuori dallo specchio della porta, regalando un brivido a tutto lo stadio e un sorriso di sollievo al portiere austriaco. Un errore che però non ha scalfito la fiducia del capitano, perché al 39' arriva il riscatto: un pallone a rimorchio al limite dell’area, il controllo e quel destro secco che si infila nell’angolo basso.
È il 18º gol in carriera ai Mondiali per Messi, che così stacca Miroslav Klose e diventa il miglior marcatore nella storia della competizione, da solo, in vetta a una classifica che fino a ieri sembrava intoccabile.
La doppia ricorrenza e il “piede de Dios”
La serata di Dallas ha assunto contorni quasi surreali se si incrociano le date: i 40 anni della celebre doppietta di Diego Armando Maradona contro l’Inghilterra, e i 39 che Messi compirà domani. Una coincidenza che i tifosi argentini hanno accolto con un entusiasmo che mescola memoria e presente, come se il filo tra i due numeri dieci si fosse fatto ancora più sottile.
Lo stesso Scaloni, nel dopo partita, ha parlato di “mano di Leo” per descrivere la capacità del suo capitano di trasformare una serata storta in una pagina di storia, e le immagini del gol del sorpasso su Klose hanno già fatto il giro del mondo, alimentando il dibattito su chi sia il più grande di sempre.
La polemica di Schmeichel: “Gol da annullare”
Ma non tutti hanno applaudito. Peter Schmeichel, ex portiere del Manchester United e oggi opinionista per Fox Sports, ha sollevato un polverone tecnico: secondo il danese, il primo gol di Messi andava annullato per una presunta posizione irregolare di un compagno nella fase di costruzione dell’azione. L’ex numero uno, che commenta la rassegna iridata in coppia con Clarence Seedorf, ha parlato di “chiara svista arbitrale” e ha definito decisiva quell’interruzione del gioco che non c’è stata.
La moviola, però, non ha ancora offerto immagini univoche a sostegno della tesi, e la decisione del direttore di gara rimane al momento inappellabile.
L’Argentina vola, Scaloni pensa al turnover
Con tre vittorie in tre gare e il primo posto nel girone già in tasca, l’Argentina si presenta agli ottavi con il morale alle stelle e la possibilità di gestire le energie. Scaloni, interpellato sulla gestione del gruppo, ha evitato di svelare piani futuri, ma ha lasciato intendere che qualche cambio potrebbe esserci per dare fiato a chi ha tirato la carretta in queste prime uscite. La difesa, il centrocampo e quell’attacco che ora ha un uomo solo al comando della classifica marcatori mondiali: Messi, ancora una volta, si è preso la scena.
Anche se, come ha ricordato il tecnico con un sorriso, “senza equilibrio non si va da nessuna parte” – e forse è proprio questa la lezione che l’Albiceleste porterà con sé nel turno successivo.




