Trump critica gli attacchi ucraini in Russia: "Hanno dato a Putin il pretesto per colpire"
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Redazione Esteri
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sostenuto che i recenti raid ucraini contro basi aeree russe abbiano offerto a Mosca una giustificazione per intensificare la propria offensiva. "Hanno dato a Putin una scusa per bombardarli a tappeto la scorsa notte", ha dichiarato ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, riferendosi alla rappresaglia seguita all’operazione ucraina denominata "Tela di ragno". Trump, che ieri ha parlato per oltre un’ora con il leader del Cremlino, ha definito il colloquio "buono", pur ammettendo che non porterà a una pace immediata.
Pur esprimendo preoccupazione per il rischio di un’escalation nucleare – "spero che il conflitto non diventi nucleare" – il presidente americano ha implicitamente attribuito parte delle responsabilità a Kiev. "Quando ho sentito parlare degli attacchi agli aeroporti russi, ho pensato: ‘Bene, ora verranno colpiti a loro volta’", ha aggiunto, lasciando trasparire una valutazione pragmatica delle dinamiche belliche.
Intanto, sul fronte diplomatico-religioso, Leone XIV ha marcato una differenza netta rispetto al predecessore Francesco, riallineando la posizione vaticana su toni più critici verso Mosca. Già nel 2022, quando era ancora arcivescovo di Chiclayo, il pontefice aveva definito l’invasione russa "un’azione imperialista dettata da calcoli di potere e vantaggio strategico", ricordando il valore culturale e storico dell’Ucraina. Dichiarazioni che risuonano oggi con particolare forza, alla luce degli sviluppi del conflitto e delle nuove offensive.




