Sinner vince Wimbledon al 70%: per Mouratoglou è un segnale che scoraggia i rivali

Sinner vince Wimbledon al 70%: per Mouratoglou è un segnale che scoraggia i rivali
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il bis di Jannik Sinner a Wimbledon continua a tenere banco nel dibattito tennistico internazionale, con analisi e commenti che vanno oltre la semplice cronaca del trionfo. A quasi una settimana di distanza dalla finale vinta in quattro set su Alexander Zverev, emergono considerazioni di peso da parte di due figure di spicco come Patrick Mouratoglou e Feliciano Lopez, i quali, pur con angolature diverse, convergono su un punto: il numero uno al mondo ha vinto il titolo più prestigioso del tennis senza nemmeno esprimere il suo tennis migliore.

Mouratoglou: il talento al 70% e una consapevolezza che fa paura

Patrick Mouratoglou, il tecnico francese che ha accompagnato per anni la carriera di Serena Williams e che oggi è un'instancabile voce del tennis sui social, ha analizzato la prestazione di Sinner a Londra con la lente del suo sguardo clinico. E il verdetto, per i rivali dell'azzurro, è tutt'altro che rassicurante.

Secondo Mouratoglou, infatti, il 24enne altoatesino avrebbe giocato l'intero torneo – e in particolare la finale – al 65-70% delle sue reali capacità, un'affermazione che, se confermata, consegna all'italiano uno status di potenziale inespresso che pochi nel circuito possono vantare.

"Non era il miglior Sinner, e nonostante questo ha vinto uno Slam", ha spiegato il coach, mettendo il dito su alcune incongruenze tecniche che hanno caratterizzato il match decisivo, come l'anomala tendenza ad arretrare, la quantità di errori con il dritto e una risposta non sempre incisiva come suo solito.

Più che una critica, però, Mouratoglou ha letto in questa performance "ordinaria" un segnale di maturazione e di forza mentale: sapere di poter portare a casa un Grande Slam giocando al di sotto del proprio livello abituale è una consapevolezza che, nelle sue parole, rappresenta una risorsa inestimabile per il futuro del tennista. "Ha sbagliato molti dritti e spesso arretrava, mentre di solito va sempre in avanti. Anche in risposta era lontano dal suo solito livello. pur giocando una versione piuttosto normale del suo tennis, questa vittoria gli sarà molto utile, perché gli dimostra di poter vincere uno Slam anche esprimendo solo il 70% del suo livello".

Lopez: la resilienza come qualità più grande dell'azzurro

Sulla stessa lunghezza d'onda, anche se con un approccio più incentrato sulla dimensione psicologica, si è espresso Feliciano Lopez, ex numero 12 del mondo e attuale direttore del Masters 1000 di Madrid. In un'intervista rilasciata a L'Équipe, lo spagnolo ha voluto sottolineare la straordinaria capacità di reazione di Sinner, che dopo la cocente delusione patita al Roland Garros – sia nel 2025 che nel 2026 – è stato capace di rialzarsi e trionfare sull'erba londinese.

"Sinner ha dimostrato ancora una volta una grandissima resilienza", ha dichiarato Lopez, facendo riferimento alle due delusioni parigine, e in particolare alla sconfitta dell'anno scorso in finale contro Alcaraz, quando aveva avuto tre match point a favore. La capacità di non lasciarsi affossare dalla pressione e dall'aspettativa di vincere il Roland Garros, complici anche le assenze eccellenti, è per Lopez la qualità che più di ogni altra definisce il campione italiano.

"Tutti pensavano che avrebbe conquistato anche il Roland Garros, soprattutto in assenza di Carlos Alcaraz, ma nel tennis nulla è garantito. Essere riuscito ad arrivare a Wimbledon e alzare il trofeo è davvero impressionante", ha concluso.

Il conto con il fisco britannico: un milione e mezzo alla corona

Al di là degli elogi e delle analisi tecniche, il trionfo di Wimbledon ha anche un risvolto economico che fa discutere e che riguarda da vicino il portafoglio di Sinner. Il montepremi per il vincitore dell'edizione 2026 ammontava a 3,6 milioni di sterline (circa 4,25 milioni di euro), una cifra da capogiro che rappresenta l'assegno più alto nella storia del torneo. Tuttavia, come spesso accade per gli atleti stranieri che competono nel Regno Unito, una parte consistente di questa somma finirà nelle casse di Sua Maestà.

Il fisco britannico, noto per la sua severità, applica l'aliquota massima del 45% per i redditi che superano una certa soglia, e questo significa che l'azzurro dovrà versare all'HMRC circa 1,6 milioni di sterline (quasi 1,9 milioni di euro).

Le trattenute, peraltro, non si fermano al prize money. A differenza di altri paesi, il Regno Unito tassa anche una quota dei guadagni derivanti dagli sponsor, calcolata in base ai giorni di permanenza sul suolo britannico durante il torneo. Per Sinner, la percentuale potrebbe aggirarsi intorno all'8% dei suoi compensi commerciali, un ulteriore dazio che rende la vittoria sul campo ancora più preziosa di quanto non lo sia già in termini strettamente economici.

La patente della moto: un'altra sfida, più difficile di Wimbledon

Se sul Centre Court Sinner è un dominatore incontrastato, nella vita di tutti i giorni si trova a fronteggiare un ostacolo insospettabile e molto più prosaico: l'esame per la patente della moto. Durante il tradizionale ballo dei vincitori a Wimbledon, il numero uno al mondo ha fatto una rivelazione che ha strappato un sorriso ai presenti e ha fatto il giro del web, confessando di essere stato bocciato quattro volte all'esame pratico. "Sono stato bocciato quattro volte, in realtà. Prima di venire qui mi hanno bocciato di nuovo... magari il prossimo anno mi farai di nuovo la stessa domanda", ha scherzato Sinner, dimostrando un lato ironico e umano che lo rende ancora più vicino ai suoi tifosi.

La battuta, accompagnata dalla sua passione per i motori e dal parco auto che includerebbe Ferrari e Porsche, ha incuriosito e divertito, creando un simpatico contrasto tra l'immagine dell'atleta infallibile e quella del ragazzo alle prese con le difficoltà di un esame di guida. Una storia che, al di là dell'aneddoto, conferma come anche i campioni assoluti possano avere le loro piccole grandi sfide personali, lontane dal rumore del pubblico e dal palcoscenico del tennis.

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