Schengen sospeso tra Italia e Spagna, primi disagi per i viaggiatori. E i tour operator: “File e rallentamenti nei servizi”
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Redazione Interno
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Milano – “Noi abbiamo esibito i passaporti per sicurezza, nel dubbio. Siamo cittadini dell’Unione europea”. A Linate, poco dopo le 14, una donna spiega in inglese di essere appena atterrata da Madrid insieme ad alcuni amici. Sotto la lente italiana ci sono i cittadini extraeuropei in arrivo dalla Spagna, per accertare se siano in possesso dei documenti idonei a circolare in ambito Schengen. Una misura disposta a seguito dell’afflusso massiccio di persone a Ceuta dal Marocco.
Nel viavai di centinaia di viaggiatori in partenza e in arrivo in pieno agosto, nello scalo milanese non si respira tensione. Chi è diretto in Spagna esprime però “qualche preoccupazione”.
La contromossa di Madrid e i primi effetti negli aeroporti
Da mezzanotte di ieri, sabato 8 agosto, il governo spagnolo ha iniziato a sua volta i controlli a campione alla frontiera, in risposta alle misure adottate dal governo Meloni. Le verifiche, che proseguiranno fino al 7 settembre, si applicano nei porti e negli aeroporti. Inizialmente attivi a Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat, i controlli si sono poi estesi rapidamente ad altri scali come Siviglia, Malaga, Bilbao, Alicante e Valencia, con un'estensione imminente anche alle Baleari e alle Canarie.
La tensione diplomatica tra Roma e Madrid si riverbera così sull’esodo estivo, ormai nel pieno della sua intensità. Sul tabellone delle partenze a Linate spiccano diversi voli diretti in Spagna: Palma di Maiorca, Minorca, Ibiza. “Io ho tutto in regola e temo più che altro rallentamenti all’arrivo, in caso di controlli” spiega un 38enne milanese in procinto di partire. “Per sicurezza porto tutti i documenti, sia la carta d’identità elettronica e sia il passaporto”. Ieri, le operazioni di identificazione non hanno causato file o disagi particolari, ma la situazione potrebbe evolvere rapidamente.
L'ansia dei viaggiatori e il racconto di chi è già atterrato
Per chi deve partire, un po’ di batticuore c’è. Le testimonianze da chi è già arrivato in Spagna raccontano di uno scenario inedito. “È stato molto strano: già sull'aereo le hostess ci hanno detto che non potevamo scendere a terra senza mostrare i documenti alla Polizia”, ha raccontato una passeggera italiana alla tv pubblica spagnola. Gli agenti, in molti casi, si sono limitati a controllare che i passeggeri avessero il passaporto in mano, senza procedere a verifiche approfondite.
I controlli consistono, secondo fonti governative, nell’identificazione dei viaggiatori tramite il passaporto e, per i cittadini di Paesi terzi, nella verifica del visto o del permesso di soggiorno. Le operazioni di identificazione vengono effettuate all'uscita dell'aeromobile, nel finger che collega il gate alla porta dell’aereo, oppure direttamente sulla pista, senza deviare il flusso di viaggiatori verso le consuete aree di controllo di frontiera esterne.
Le reazioni del settore turistico e le rassicurazioni del governo
Chi lavora nel settore del turismo segnala i primi disagi. “Sono scelte politiche ma constatiamo che non fanno bene al turismo, sia per chi vuole andare in Spagna, sia per gli spagnoli che vogliono venire in Italia”, commenta Fiavet, l’associazione di categoria che rappresenta 1500 agenzie di viaggio e tour operator. “I controlli creano problemi: ci sono file, disagi nei servizi, nei collegamenti con gli Ncc, chi ha un’agenzia ha già problemi con i clienti”.
Il presidente di Fiavet, Gian Mario Pileri, ha lanciato l’allarme sottolineando che “decine di migliaia di persone sia italiane che spagnole dovranno affrontare controlli più accurati rispetto a prima”, con il rischio che i turisti possano optare per altre destinazioni europee dove Schengen resta in vigore. Fonti del Ministero del Turismo italiano, invece, hanno rassicurato: “In Italia non c’è alcun impatto sui flussi turistici in entrata e in uscita”.
Da quanto risulta, i maggiori aeroporti italiani stanno adottando controlli 'selettivi', a campione, che per ora non hanno comportato grosse criticità.
I numeri dei controlli e le prospettive della crisi diplomatica
Secondo quanto riportato, ogni volo viene presidiato da un numero variabile di agenti incaricati di verificare i documenti di una percentuale di viaggiatori compresa tra il 5% e il 10%. Si tratta, in pratica, di circa 15 persone controllate sugli aerei di medie dimensioni e circa 25 su quelli più grandi, su un totale di circa un centinaio di agenti della Polizia Nazionale impegnati in questa attività. Nella sola giornata di oggi, negli aeroporti iberici è in programma l'arrivo di poco più di 250 voli dall'Italia, 64 solo allo scalo di Madrid.
La crisi è stata innescata dalla decisione italiana di sospendere Schengen per i cittadini extraeuropei provenienti dalla Spagna, una misura adottata dopo l’arrivo di migliaia di migranti a Ceuta. Il governo spagnolo ha replicato definendo la mossa italiana “unilaterale” e “pretestuosa”, sottolineando che nessuno dei migranti entrati a Ceuta poteva entrare liberamente nello spazio Schengen. Madrid ha inoltre evidenziato come l’Italia, secondo i dati Frontex, sia lo Stato membro che ha registrato il maggior numero di attraversamenti irregolari negli ultimi anni.
Le verifiche spagnole resteranno in vigore fino al 7 settembre, salvo un dietrofront del governo Meloni, che ha respinto la richiesta di revoca confermando che manterrà la sospensione almeno fino al 15 agosto.
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