In Romania vince l’affluenza e la democrazia, sconfitto il candidato sostenuto da Meloni e Salvini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre J.D. Vance ed Elon Musk, rispettivamente braccio destro e sinistro di Trump, continuano a sostenere che l’Europa sia carente di democrazia – come affermarono dopo l’annullamento del primo turno delle presidenziali romene – i fatti sembrano smentirli. Con un’affluenza del 64,7%, ben superiore al 53,2% registrato nel primo turno, la Romania ha scelto il presidente europeista Nicusor Dan, sconfiggendo George Simion, leader dell’ultradestra filorussa e sostenuto dai sovranisti italiani.

Simion, contrario agli aiuti all’Ucraina e al riarmo europeo, era risultato in testa al primo turno, ma il ballottaggio ha ribaltato il risultato. Con il 95% delle schede scrutinato, Dan ha ottenuto il 54,3% dei voti, contro il 45,6% del candidato di Aur, partito che incarna le stesse posizioni anti-Ue di Salvini e Meloni. Una vittoria netta, che arriva dopo mesi di tensioni istituzionali, culminate con le dimissioni del predecessore Klaus Johannis, travolto da scandali e caos politico.

Dan, sindaco di Bucarest, si è imposto come figura estranea al sistema corrotto dominato da PSD e PNL, cavalcando la lotta alla corruzione, piaga endemica del paese. Sarà proprio su questo fronte, insieme alla capacità di dialogare con un parlamento frammentato, che il nuovo presidente verrà giudicato. La sua elezione assume un significato ancora più rilevante alla luce delle accuse di interferenze russe che avevano portato all’annullamento del voto precedente.

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