Un anno di roghi in un condominio Aler, la polizia arresta un 74enne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Per oltre quattordici mesi, un'inquietante sequenza di incendi ha gettato nello sgomento gli abitanti del condominio “Montello” di via Monte Cengio, complesso di edilizia residenziale pubblica gestito dall’Aler. Otto roghi dolosi, verificatisi a più riprese tra il settembre del 2024 e l’ottobre del 2025, hanno sistematicamente preso di mira le parti comuni dell’edificio, minando non solo la quiete ma la sicurezza stessa dei residenti, i quali vivevano nel costante timore di un nuovo, improvviso divampare delle fiamme. Gli inneschi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, venivano appositamente realizzati in maniera rudimentale e collocati nei pressi degli impianti elettrici condominiali, una scelta funzionale a far apparire i sinistri come il risultato di banali, quanto pericolosi, guasti accidentali.

La svolta dopo l'incendio di ottobre

La svolta decisiva per le indagini, condotte dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Brescia, si è avuta in seguito all’ottavo episodio, datato 12 ottobre 2025, quando un impianto di videosorveglianza ha finalmente immortalato l’autore materiale nell’atto di appiccare il fuoco a una catasta di materiali in una zona comune. Quel filmato, elemento probatorio cruciale, ha permesso di individuare e focalizzare le attenzioni degli inquirenti su un uomo di 74 anni, residente nello stesso stabile e già noto alle forze dell’ordine per un ampio ventaglio di precedenti penali, in particolare per reati contro il patrimonio. L’analisi delle immagini, incrociata con una complessa attività informativa, ha portato infine la Procura della Repubblica di Brescia a emettere un decreto di perquisizione nei suoi confronti.

L'esecuzione dell'arresto e il movente

Nelle prime ore di martedì 2 dicembre 2025, gli investigatori hanno quindi dato esecuzione al mandato, procedendo all’arresto del settantaquattrenne. Dall’inchiesta, che ha progressivamente scartato l’ipotesi del guasto tecnico per confermare quella dell’atto doloso ripetuto, è emerso un movente legato a una spinosa questione personale: l’uomo, infatti, era destinatario di un provvedimento di sfratto. La serie di incendi, stando alla ricostruzione della Polizia di Stato, sarebbe stata appiccata proprio con l’intento, da un lato, di creare disagio e allarme, e dall’altro di simulare una situazione di degrado e pericolo imputabile a presunte carenze dell’immobile, in una sorta di escalation piromane alimentata dal contenzioso abitativo in corso.

La fine di una lunga paura

L’arresto ha così posto fine a un periodo di forte tensione e di diffuso allarme sociale che aveva caratterizzato la vita del quartiere, restituendo ai condomini del palazzo di via Monte Cengio una parvenza di normalità dopo una lunga scia di eventi criminosi che li aveva costretti a guardare con sospetto anche alle più banali anomalie degli impianti. Le indagini, condotte con discrezione per non alimentare ulteriori paure, hanno permesso di ricostruire la metodologia utilizzata dal piromane, il quale agiva sempre nelle zone comuni e utilizzando materiali di facile reperibilità, confermando come ogni incendio fosse parte di un unico, preoccupante disegno.

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