Il valzer delle panchine e il futuro dei Citizens: Maresca in pole per l’after-Guardiola
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Redazione Sport
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Nel calcio che conta, quello dove le strategie si decidono prima ancora che i cicli vincenti si esauriscano, il Manchester City si sta muovendo con la lucidità che contraddistingue la propria proprietà. La notizia, rimbalzata dai tabloid britannici, parla chiaro: Enzo Maresca, il tecnico italiano rimasto improvvisamente senza panchina dopo l’addio lampo al Chelsea, è diventato il candidato principale per ereditare il trono di Pep Guardiola. Non si tratta di un’indiscrezione estemporanea, bensì di una trattativa concreta alimentata da colloqui definiti «positivi» dalle fonti d’Oltremanica; e a favorire il nome del 45enne calabrese non è solo la sua attuale libertà contrattuale, ma anche la sua profonda conoscenza dell’ecosistema dell’Etihad, dove ha diretto la formazione giovanile prima di diventare l’assistente dello stesso Guardiola nell’annata del triplete (2022-2023).
Il dopo Pep: una transizione pianificata a Manchester
Se è vero che Guardiola – legato ai Citizens fino al 2027 – rappresenta ancora il presente e il futuro immediato della squadra, è altrettanto vero che la dirigenza, guidata dal direttore sportivo Hugo Viana, non vuole farsi trovare impreparata nel giorno, inevitabile, dell’addio. Il catalano, che tra l’altro viene accostato con insistenza alla panchina della nazionale italiana dai media iberici, ha costruito un’era fatta di Premier League e Champions League, ma il club ha già vissuto sulla propria pelle le difficoltà di transizione altrui per non pianificare una successione degna di questo nome. In questo scenario, Maresca non è una semplice suggestione. L’ex tecnico del Chelsea, che proprio in Inghilterra ha costruito la propria reputazione prima vincendo il Championship con il Leicester e poi conquistando una Conference League e un Mondiale per Club a Londra, rappresenta la continuità ideale per quanto riguarda il credo tattico.
L’addio burrascoso al Chelsea e la finestra di mercato
L’occasione, per il City, è resa possibile da una situazione contrattuale quantomeno singolare. Maresca, dopo appena 18 mesi sulla panchina dei Blues, salutò Stamford Bridge in un clima di crescente tensione con la dirigenza (nonostante un inizio folgorante e un quinto posto in classifica al momento dell’esonero), salvo poi vedere il suo successore diretto, Liam Rosenior, durare solo tre mesi e mezzo prima di essere esonerato a sua volta. Quel divorzio ha lasciato strascichi anche giudiziari o, quantomeno, burocratici: secondo la stampa il tecnico avrebbe ancora degli obblighi contrattuali nei confronti del club londinese, un dettaglio che potrebbe complicare la fumata bianca ma che al momento non sembra frenare l’entusiasmo dei vertici del Manchester. La volontà, da parte della dirigenza, è chiara: evitare l’effetto “buco nero” che spesso segue le grandi ere degli allenatori. Per Maresca, che vanta anche la stima esplicita del suo mentore Guardiola (definito dallo spagnolo “uno dei migliori allenatori al mondo”), si tratterebbe di un clamoroso ritorno a casa.
La Premier dei record negativi e la successione annunciata
Questa delicata trattativa si inserisce in una stagione record per la Premier League, ma non certo per i motivi sperati dai club: il valzer di panchine a cui stiamo assistendo è forse il più vorticoso degli ultimi anni, con una frequenza di esoneri e addii anticipati senza precedenti che ha spinto le società a cercare profili “sicuri” e già pronti. Maresca, in tal senso, è il profilo ideale perché conosce l’ambiente, la lingua e – aspetto non trascurabile – ha già dimostrato di saper gestire spogliatoi complessi e pieni di stelle. Se l’addio di Guardiola dovesse concretizzarsi al termine dell’attuale stagione sportiva, l’italiano è pronto a raccogliere un’eredità pesantissima; il nastro trasportatore della fabbrica dei Citizens sembra già pronto a sfornare il nuovo corso, e quella maglia da “vice”, indossata anni fa in cabina di regia, potrebbe presto trasformarsi in un ruolo da protagonista assoluto, con il solo ostacolo delle clausole contrattuali ancora in essere con il vecchio club.




