Incendio doloso ai cavi della fibra a Genova, indagini per terrorismo
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Redazione Interno
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Un incendio divampato nella zona di transito dei cavi della fibra ottica in salita Vittorio Bersezio, sotto il nuovo Ponte San Giorgio a Genova, ha causato un blackout delle telecomunicazioni senza precedenti, lasciando muti telefoni fissi e cellulari da Genova fino alla Spezia. Il rogo è scoppiato nella tarda mattinata di venerdì 2 ottobre e, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe interessato una condotta di cavi FiberCop che serve il Levante genovese, il Basso Piemonte e la Lombardia.
Un pomeriggio senza rete
I disservizi hanno cominciato a manifestarsi nelle prime ore del pomeriggio e attorno alle 16 la situazione non era ancora tornata alla normalità. Le segnalazioni su Downdetector hanno superato quota 1.500, con il 31% degli utenti che lamentava problemi alla banda larga, il 28% all’internet mobile e un ulteriore 25% che non riusciva a effettuare chiamate vocali. Oltre ai clienti Tim, sono stati coinvolti anche utenti Vodafone e PosteMobile, a conferma dell’impatto su infrastrutture condivise o collegate alla rete interessata dall’avaria.
Le conseguenze si sono propagate ben oltre il luogo dell’incendio. Il 118 è risultato irraggiungibile e si è reso necessario attivare una connessione di emergenza con Milano, che ha funzionato soltanto a tratti. Problemi anche per il 112, che non era contattabile, mentre persino la Procura di Genova ha incontrato forti difficoltà nelle comunicazioni con gli investigatori impegnati sul posto.
A queste criticità si sono aggiunti disagi concreti per la cittadinanza: pagamenti elettronici rifiutati, radio-taxi fuori servizio e la centrale operativa della Cooperativa RadioTaxi Genova temporaneamente non operativa.
Le indagini e l’ipotesi del terrorismo
Quello che nelle prime ore poteva sembrare un guasto o un rogo accidentale si è trasformato rapidamente in un’inchiesta della Procura di Genova per danneggiamento con finalità di terrorismo. Sul posto sono state infatti trovate tracce di liquido infiammabile e, secondo quanto appreso, sarebbero stati individuati anche degli inneschi a batteria utilizzati per appiccare le fiamme.
Gli accertamenti sono affidati alla Digos, che sta lavorando per ricostruire quanto accaduto prima dell’incendio e individuare chi abbia raggiunto il punto in cui è stato appiccato il fuoco.
Al momento non risultano rivendicazioni che consentano di attribuire l’azione a un gruppo o a una matrice precisa. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche quella di una possibile matrice anarchica, che resta però da accertare. Gli investigatori stanno verificando anche eventuali immagini delle telecamere di videosorveglianza utili a ricostruire movimenti e presenze nella zona.
Un ulteriore fronte di indagine riguarda altri blackout per alcuni aspetti simili verificatisi nella stessa giornata in Toscana e a Novara, ma allo stato degli accertamenti non ci sono elementi sufficienti per stabilire un collegamento con quanto avvenuto a Genova.
Il ripristino e la posizione di FiberCop
Nel corso della giornata sono iniziate le operazioni per ripristinare completamente la rete. FiberCop, gestore dell’infrastruttura, ha comunicato che i tecnici hanno potuto intervenire dopo aver ottenuto il nulla osta delle autorità competenti. «La maggior parte dei disservizi risulta già rientrata», ha fatto sapere la società, precisando che i propri tecnici sono al lavoro per completare il ripristino della piena funzionalità.
FiberCop si è dichiarata parte lesa e ha annunciato la propria collaborazione con la magistratura e le autorità competenti, mettendo a disposizione ogni elemento utile per accertare la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità. In provincia della Spezia le linee telefoniche e internet hanno ripreso a funzionare solamente in serata, attorno alle 18.30, dopo ore di disagi che avevano coinvolto utenti privati e attività commerciali tra cui bar, tabacchini e istituti bancari.
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