Il ritorno dei sandali infradito con tacco, l’ossessione fashion dell’estate 2026
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’era un tempo, non troppo lontano a dire il vero, in cui le infradito venivano relegate esclusivamente ai bordi piscina, al bagnasciuga o al massimo a una passeggiata cittadina dal sapore spiccatamente vacanziero. Ebbene, quell’era è ufficialmente tramontata da quando, sfilata dopo sfilata, il guardaroba urbano ha deciso di adottare una nuova silhouette destinata a rivoluzionare l’estetica della bella stagione.
Stiamo parlando dei sandali infradito con tacco, o se preferite chiamarli con il loro nome inglese ormai entrato nel gergo patinato, i “thong heels”: un modello che, dopo aver conquistato le passerelle di brand come Rabanne, Mugler e Zimmermann – quest’ultima li ha persino riletti in chiave zeppa – si prepara a invadere l’asfalto cittadino con una leggerezza e una nonchalance che non si vedeva dai tempi d’oro del minimalismo anni Novanta.
Dalla spiaggia al marciapiede, la riscrittura di un classico
Quel che rende questa tendenza particolarmente affascinante, al di là del mero fattore estetico, è la sua capacità di trasformare un accessorio storicamente legato alla funzione pratica in un simbolo di sofisticatezza controllata. L’estate 2026, infatti, non chiede più scelte drastiche tra il tacco a spillo e la comodità della gomma: i thong heels rappresentano esattamente il punto di convergenza dove eleganza e disinvoltura si incontrano, proponendosi come valida alternativa tanto ai preziosi sandali gioiello quanto alle più classiche slingback.
Le celebrity, da sempre termometro infallibile delle mode emergenti, hanno giocato un ruolo decisivo in questa riscoperta. Hailey Bieber, ad esempio, è stata paparazzata mentre indossava un paio nero con un semplice abbinamento fatto di felpa e jeans, dimostrando come queste scarpe possano sdrammatizzare un look casual senza mai risultare fuori luogo. Anche Kendall Jenner, del resto, ha ceduto al fascino di questo revival, consolidando una tendenza che ormai non sembra più un fuoco di paglia, ma una vera e propria dichiarazione di stile.
L’effetto Mango e il caso Kaia Gerber
Se dovessimo individuare il momento preciso in cui il fenomeno è esploso definitivamente, dovremmo probabilmente puntare i riflettori su Kaia Gerber e sulla sua inossidabile fedeltà a Mango. La figlia di Cindy Crawford, recentemente avvistata mentre cenava al ristorante Giorgio Baldi di Los Angeles, ha letteralmente consacrato il modello low cost del brand spagnolo, indossando un paio di sandali neri con tacco a cono – sottilissimi e dalle linee essenziali – abbinati a un abito blu profondo e a un trench bianco avvolgente.
A rendere la notizia degna di nota non è solo la qualità estetica del prodotto, ma una considerazione pratica: Gerber, che notoriamente ha un debole dichiarato per le ballerine Repetto tanto da averci costruito una collaborazione, ha sostituito le sue scarpe piatte con questi 5,5 centimetri di tacco. Un segnale inequivocabile di come il design ultra-leggero e la struttura a lacci sottili riescano a garantire una stabilità inaspettata, perfino per chi è abituata a camminare rasoterra.
Il modello in questione, reperibile a meno di trenta euro sugli scaffali di Zara e nei vari fast fashion, sta trainando un mercato che punta tutto sulla democratizzazione di un lusso invisibile, fatto di pellami morbidi e forme scultoree.
L’oro e le varianti di stagione
Accanto al classico total black che non tramonta mai, quest’anno a fare da padrone è anche la finitura metallica, in particolare l’oro. Chi sta cercando un investimento a lungo termine per il proprio guardaroba farebbe bene a orientarsi su questa tinta, considerata un vero e proprio passepartout capace di impreziosire qualsiasi outfit estivo, dal denim più sbiadito all’abito fluido da sera. Non si tratta, intendiamoci, di un accessorio urlato o volgare: i modelli oro del 2026 si rifanno alla stessa estetica barefoot, ovvero “a piede nudo”, che domina le riviste di settore.
Sono sandali che sembrano quasi non esserci, trattenuti al piede da un semplice gioco di lacci e listini sottilissimi, spesso privi di plateau vistosi. D’altronde, persino Chanel nella sua ultima Cruise ha virato verso questa idea di scarpa-illusione, proponendo modelli dorati che ricordano i calzari delle divinità elleniche.
Una curiosità che riguarda anche il mondo delle zeppe: dimenticate le suole in corda massicce del passato; le wedge del 2026 sono sinuose, geometriche, spesso rivestite in materiali lucidi che trasformano la scarpa in un oggetto di design funzionale, consigliatissimo per chi non vuole rinunciare ai centimetri ma cerca stabilità.
Come abbinarle senza timori
Per chi nutrisse ancora qualche perplessità su come integrare queste infradito rialzate nella routine quotidiana, basti osservare le strade delle capitali della moda dove lo street style è ormai un florilegio di spunti creativi. L’abbinamento principe rimane quello con i pantaloni Capri, tornati prepotentemente in auge grazie a icone come Bella Hadid e Emily Ratajkowski: il taglio cropped della gamba, fermandosi poco sopra la caviglia, esalta la struttura del sandalo e la sua capacità di slanciare la figura.
Tuttavia, sono altrettanto efficaci le accoppiate con i maxi abiti svolazzanti o, al contrario, con le gonne midi dalle linee sartoriali; il segreto, in fondo, sta nel lasciare che sia la scarpa a parlare, senza competere con eccessi di volumi o colori. Del resto, l’appeal di questo ritorno al passato – quell’estetica novantiana che tanto piace a chi ama Kate Moss e Gwyneth Paltrow – risiede proprio nella sua semplicità: una linea pulita, un tacco ragionevole e la sensazione, quasi dimenticata, di camminare leggeri.




