Onda di Kelvin ed El Niño: il livello del mare sale lungo la costa occidentale americana
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Redazione Esteri
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Un'enorme massa d'acqua calda si sta muovendo lungo la costa occidentale del continente americano, spinta dal riscaldamento dell'oceano e da un cambiamento nella direzione dei venti. Il fenomeno, noto come onda di Kelvin, sta facendo salire il livello del mare lungo le coste di California, Oregon e Washington, con incrementi che possono raggiungere i 30 centimetri. A riferirlo sono le rilevazioni di satelliti e boe oceaniche, che hanno seguito il movimento di questa massa d'acqua dalla zona equatoriale fino alle coste nordamericane.
Che cos'è l'onda di Kelvin e perché spinge il mare verso la costa
L'onda di Kelvin non ha nulla a che vedere con uno tsunami. Si tratta di una perturbazione che si propaga all'interno dell'oceano, con un meccanismo diverso da quello delle onde generate dai terremoti. Quando i venti equatoriali si indeboliscono o cambiano direzione durante la fase di El Niño, l'acqua calda che si è accumulata nel Pacifico occidentale viene spinta verso est. Raggiunta la costa americana, questa massa d'acqua si divide e risale verso nord e verso sud.
Il risultato è un innalzamento del livello del mare che non si vede a occhio nudo e non fa oscillare le imbarcazioni, ma che esercita una pressione costante sulle infrastrutture costiere. Secondo l'oceanografo Michael Jacox, ricercatore della NOAA, l'onda di Kelvin in sé non provoca allagamenti immediati: il problema nasce dal fatto che il livello di base del mare si alza, e a quel punto qualsiasi evento successivo, come una mareggiata o una tempesta invernale, parte da una quota più alta.
Se il mare è già 15 centimetri sopra la norma, una mareggiata che arriva dopo farà più danni e spingerà l'acqua più all'interno.
Le previsioni dell'Organizzazione meteorologica mondiale
A gettare un quadro più ampio sul fenomeno in corso è stato l'aggiornamento mensile dell'Organizzazione meteorologica mondiale delle Nazioni Unite. Secondo l'Omm, El Niño è saldamente stabilito e si sta rafforzando rapidamente. Le proiezioni indicano una probabilità vicina al 100 per cento che il fenomeno persista almeno fino a febbraio 2027. La stagione ottobre-novembre-dicembre dovrebbe registrare un'anomalia media della temperatura superficiale del mare nella regione Niño 3.4 di circa +3,7 gradi sopra la norma, con un picco attorno a dicembre.
Si tratterebbe del valore più alto mai osservato da quando esistono rilevazioni sistematiche, superiore al precedente record di +2,6 gradi registrato tra novembre 2015 e gennaio 2016. «El Niño è saldamente stabilito e si sta rafforzando rapidamente», ha dichiarato il segretario generale dell'Omm, Celeste Saulo. «Le previsioni dell'Omm indicano una probabilità vicina al 100 per cento che persista fino a febbraio 2027, potenzialmente uno dei più forti almeno dal 1950».
Saulo ha anche spiegato un aspetto spesso frainteso: El Niño non aggiunge nuovo calore al pianeta, ma rilascia quello che l'oceano ha già immagazzinato sotto la superficie. Poiché l'oceano da cui attinge è il più caldo mai misurato, c'è semplicemente più calore disponibile per essere rilasciato.
Impatti attesi sulla costa e preparativi in corso
Le autorità della California meridionale hanno avviato misure per rafforzare la protezione delle spiagge, con operazioni di ripascimento per aumentare la resistenza della costa all'erosione. Il governatore Gavin Newsom ha dichiarato lo stato di emergenza, una mossa che consente di mobilitare più rapidamente le risorse in vista della stagione invernale. Le preoccupazioni non riguardano solo le spiagge, ma anche le infrastrutture, come la linea ferroviaria che corre lungo la costa del Pacifico e che in passato ha subito danni durante eventi analoghi.
Le proiezioni indicano che l'onda di Kelvin continuerà a risalire la costa almeno fino a febbraio 2027, interessando anche Oregon e Washington. A questo si aggiunge un effetto meno visibile ma rilevante per l'ecosistema marino: la massa d'acqua calda spinge verso il basso gli strati più freddi e ricchi di nutrienti, alterando la distribuzione delle specie ittiche e la catena alimentare lungo la costa occidentale.
Un fenomeno con precedenti significativi
Gli eventi di El Niño particolarmente intensi del passato hanno lasciato segni duraturi sul litorale pacifico. Durante le stagioni 1982-1983, 1997-1998 e 2015-2016, interi tratti di spiaggia naturale sono scomparsi, con danni a abitazioni e infrastrutture costiere. Le osservazioni condotte in quegli anni hanno mostrato come l'innalzamento del livello del mare amplifichi gli effetti delle mareggiate invernali, erodendo la costa in modo più rapido e profondo di quanto accada in condizioni normali.
La novità di quest'anno risiede nell'entità del riscaldamento delle acque equatoriali, che secondo le rilevazioni ha raggiunto valori mai registrati prima nella storia delle misurazioni strumentali.
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