Raffaele Rocco è il nuovo sindaco di Aosta, batte Girardini per 15 voti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Le operazioni di scrutinio, protrattesi ben oltre la mezzanotte nel polo delle Scuole Einaudi e ultimate soltanto alle 3.25, hanno consegnato alla storia amministrativa della città un esito di rara tensione, risolvendosi in un fotofinish che ha visto prevalere, per una manciata di preferenze, la coalizione guidata da Raffaele Rocco e Valeria Fadda. L'attesa per il responso definitivo, già messa a dura prova dalla naturale lentezza delle procedure, è stata ulteriormente alimentata da un episodio singolare, quale il ritardo, calcolato in circa tre quarti d'ora, accumulato dalla presidente di un seggio della collina aostana; la quale, stando a quanto si è appreso, avendo optato per raggiungere il centro di raccolta con la propria vettura invece di avvalersi della scorta della Polizia locale, ha inevitabilmente contribuito a dilatare i tempi, aggiungendo suspense a una serata già di per sé carica di aspettative.
Il verdetto delle urne
La Presidenza della Regione, una volta chiuso ogni spoglio, ha diramato i dati ufficiali che sanciscono la vittoria di Rocco, il quale, con i suoi 6.420 voti, corrispondenti al 50,06 per cento delle preferenze, ha superato di misura lo sfidante Giovanni Girardini, fermo a 6.405 suffragi e al 49,94 per cento. Uno scarto, come si evince dai numeri, così esiguo da poter essere racchiuso in appena quindici schede valide, un margine che riflette una divisione pressoché perfetta del Corpo elettorale e che conferma, in modo lampante, quanto il ballottaggio sia stato conteso fino all'ultimo respiro, senza che nessuno dei due candidati potesse considerarsi sicuro dell'esito fino al voto decisivo.
La composizione degli schieramenti
A sostenere la coppia vincente, che andrà a ricoprire le cariche di primo cittadino e di vicesindaco, è stato un ampio schieramento di forze, comprendente gli autonomisti dell'Union Valdotaine, di Stella Alpina, del Rassemblement Valdotain e di Pour l'autonomie, a cui si sono aggiunti il Partito Democratico e la lista civica Rev, un cartello che, nel suo insieme, aveva già dimostrato una solida base di consenso durante il primo turno, quando Rocco aveva ottenuto il 45,29 per cento dei voti. Dall'altra parte, Giovanni Girardini, espressione di un centrodestra che nel turno preliminare si era attestato al 42,69 per cento, ha condotto una rimonta che, seppur vigorosa, si è infranta proprio sul traguardo, lasciando sul campo una quantità irrisoria di consensi che hanno determinato la sconfitta.
Il quadro delle schede non valide
Completano il quadro elettorale, offrendo un'ulteriore prospettiva sulla partecipazione, le 79 schede bianche e le 168 schede nulle che, sebbene non abbiano inciso sull'esito numericamente stretto, rappresentano una fetta di elettorato che ha scelto di non esprimere una preferenza precisa per nessuno dei due candidati, un dato che si aggiunge alla già evidente polarizzazione del voto e che contribuisce a descrivere la complessità di una consultazione il cui esito è stato deciso nel segno della massima esiguità.




