Il bivio di Locatelli tra la Juve e la sirena saudita da 11 milioni
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Redazione Sport
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Manuel Locatelli, pilastro del centrocampo e capitano della Juventus, si trova davanti a una scelta che trascende il semplice calciomercato, un dilemma che mette in gioco la sua storia personale e un’offerta economica di portata straordinaria. L’Al-Ahli, infatti, non demorde dopo il primo rifiuto – un’offerta di 20 milioni di euro alla società e un ingaggio da 11 milioni netti a stagione per il giocatore – e potrebbe tornare alla carica con una base di trattativa che supera i 40 milioni per il cartellino.
La Juventus, dal canto suo, pur non avendo messo sul mercato il suo regista, si troverebbe davanti a un’offerta che, per le sue caratteristiche, rientrerebbe nella categoria di quelle “irrinunciabili”. Una somma del genere, se versata, fornirebbe immediatamente al club le risorse necessarie per ridisegnare il centrocampo, guardando a obiettivi di mercato già identificati – come il danese Hjulmand o l’esperto Amrabat – e costruendo una squadra attorno a nuove geometrie.
Tuttavia, la partita non si gioca solo sul piano finanziario. Locatelli, che ha sempre manifestato un legame viscerale con i colori bianconeri – un sentimento nato da bambino e coronato con il raggiungimento della fascia di capitano – ha recentemente posto fine, almeno simbolicamente, alle voci con un gesto social inequivocabile, un messaggio che i tifosi hanno interpretato come una professione di fedeltà. Ma undici milioni netti a stagione, è bene ricordarlo, rappresentano una cifra mostruosa, un moltiplicatore di ricchezza che pochi, nel mondo del professionismo sportivo, possono permettersi di ignorare senza un profondo esame di coscienza.




