Lucio Corsi incanta l’Eurovision con le sue ali gialle e l’armonica, mentre l’Italia conferma il suo legame storico con la kermesse
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Redazione Esteri
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Con le sue ali gialle e l’armonica, Lucio Corsi – semplicemente Lucio per il pubblico – ha portato sul palco dell’Eurovision 2025 la stessa essenza che lo ha reso un nome riconoscibile dal suo esordio nel 2015. Volevo essere un duro, il brano con cui ha conquistato l’arena di Basilea, è stato un momento di pura emozione, lontano dagli eccessi glitterati che spesso dominano la competizione. La sua performance, premiata con un 10 nelle pagelle della finale, ha dimostrato come l’Italia, tra i paesi fondatori del contest, continui a proporre un’alternativa musicale che resiste alle mode.
La serata, condotta da Michelle Hunziker insieme a Hazel Brugger e Sandra Studer, ha visto sfilare 26 finalisti nella St.Jakobshalle, teatro di un evento che, nonostante le critiche di chi lo considera kitsch, rimane il più seguito al mondo dopo quelli sportivi. Ventinazioni selezionate nelle semifinali, più la Svizzera ospitante e i Big Five – tra cui l’Italia, rientrata stabilmente nel 2011 dopo tredici edizioni di assenza – hanno animato una gara dove il talento si è mescolato alla provocazione.
Non è mancata, infatti, la polemica. Tommy Cash, rappresentante dell’Estonia, ha scatenato reazioni contrastanti con Espresso Macchiato, tormentone dagli accenti grotteschi e dai testi discutibili. "Mi money, numeroso / I work around the clocko / That's why I'm sweating like a mafioso": versi che hanno fatto storcere il naso a molti, soprattutto in Italia, dove il riferimento alla criminalità organizzata non è passato inosservato.
Tra i giudizi più positivi, quello per Gabry Ponte, altro volto noto della scena italiana, e per la stessa Hunziker, impeccabile nel ruolo di presentatrice. Meno bene ha fatto Melody, il cui punteggio ha risentito di un’esibizione considerata poco incisiva. Curiosità amara, invece, per la scelta della Rai di interrompere la diretta durante Nel blu dipinto di blu, eseguito dalla conduttrice, privando il pubblico di un omaggio a Domenico Modugno




